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Orali Maturità, Gerardo: a 67 anni ho scelto di rimettermi in gioco. Massimo: un traguardo dedicato alle mie figlie

“A 67 anni ho voluto rimettermi in gioco. Avevo voglia di cimentarmi con nuove sfide, di mettermi alla prova”. Spiega così Gerardo Garofalo, allievo del corso serale dell’Istituto Tecnico Tecnologico Dorso di Avellino-indirizzo elettrotecnico di Avellino, la scelta di tornare tra i banchi per sostenere l’esame di maturità. Questa mattina la tappa conclusiva del percorso con il colloquio: “Mi sono diplomato nel 1976 all’Istituto Magistrale e ho lavorato in un’azienda specializzata nel settore della sicurezza. Oggi sono in pensione, ho più tempo libero e ho maturato l’idea di iscrivermi al corso serale. E’ stata l’occasione per  vivere una nuova esperienza, bella e importante e potenziare la mia formazione. Gli scritti sono andati bene, l’esame orale è stato un colloquio tra amici, mi sono sentito perfettamente a mio agio. Certo, la maturità è profondamente cambiata da quando ero uno studente all’Istituto Magistrale ma conserva tutta la sua valenza di primo scoglio nel quale mettere alla prova le nostre competenze. Anche la scuola è cambiata ma è chiaro che partire da un buon bagaglio di conoscenze mi ha aiutato. Devo ringraziare soprattutto i docenti che hanno saputo abbattere le distanze con noi allievi, ci siamo sentiti parte di una famiglia. Credo che la cosa più bella fosse la motivazione con cui seguivamo le lezioni”. Massimo Maccanico, 54 anni, corona un piccolo sogno “Non ero riuscito a prendere il diploma quando ero un ragazzo e oggi è bellissimo essere qui a sostenere gli orali, anche se il pensiero è soprattutto per mia figlia diciottenne, anche lei alle prese con la maturità al liceo Mancini. Il mio orgoglio più grande è quello di aver potuto offrire alle mie figlie la possibilità di scegliere il loro futuro, quello che a me non è stato concesso. Per trent’anni ho lavorato come macellaio, da un anno lavoro in un’agenzia che si occupa di vigilanza. Non è stato facile seguire i corsi e lavorare, poichè il mio lavoro impone soprattutto turni di notte, la mattina dormivo, il pomeriggio frequentavo la scuola e la sera lavoravo ma oggi posso dire che ne è valsa la pena. Volevo che le mie figlie fossero orgogliose di me, ho fatto tutto questo anche per loro. Questo diploma va ad arricchire il mio percorso di formazione e chissà che non mi spalanchi anche nuove opportunità lavorative”.

Ha 20 anni, invece, Mario Langastro “Mi ero iscritto all’indirizzo di informatica, poi sono passato ad elettronica. Ho perso un anno e intanto, ho cominciato a lavorare, dal servizio civile con i Falchi Antincendio ad un salone di parrucchiere a Cesinali. Poi la collaborazione con la Radio. Ho capito però che senza il diploma non sarei riuscito a realizzare i miei sogni, mia madre me lo ripeteva sempre ma mi sono deciso solo quest’anno, anche perchè i corsi del serale mi permettevano di conciliare meglio scuola ed impegni lavorativi. Ed eccomi qui. Sono la prova che si è sempre in tempo per ripartire, che chi ha studiato ha sempre un marcia in più. Sono un po’ preoccupato per l’orale ma convinto che andrà bene. MI sono impegnato tanto, ho capito che è importante raggiungere ogni traguardo con le proprie forze. Il mio sogno è continuare a collaborare alla radio e nel salone di parrucchiere e con il diploma sarà tutto più facile”

Giuseppe Caputi di Lapio, 53 anni, istruttore di scuola guida, è al suo quarto diploma “Quando ero un ragazzo ho conseguito il diploma al liceo artistico, ho cominciato a lavorare come istruttore in una scuola guida, poi la decisione di tornare tra i banchi e diplomarmi come ragioniere e perito commerciale, tre anni fa ho conseguito il diploma di perito meccanico e questa volta ho scelto quello di elettronica ed elettrotecnica. Sono convinto che la cultura sia strumento indispensabile per difendere i propri diritti ed esercitare appieno il proprio essere cittadini. Il corso serale è stato importantissimo per ampliare il mio bagaglio di conoscenze, rafforzare lo spirito critico, ampliare i propri orizzonti e confrontarsi con persone diverse. Il rapporto stabilito con i docenti e i compagni è stato importantissimo, Gerardo e Massimo, i miei compagni di corso, mi hanno accompagnato in questo percorso e devo dire loro grazie, proprio come ai professori ci hanno saputo sempre incoraggiare”. Giuseppe non nasconde, però, la speranza “che questo diploma mi offra nuove opportunità lavorative. Mi piacerebbe, ad esempio, diventare docente di laboratorio. Le prove scritte? Ho svolto la traccia sulla Costituzione, ho trovato più difficile la seconda prova e oggi l’ultimo scoglio dell’orale. C’è tanto orgoglio ma anche emozione per un’esperienza bellissima che si conclude oggi, docenti e compagni sono diventati per me una sorta di famiglia”

 

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Floriana Guerriero

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