Cogliere l’attimo prima che fugga, riscoprire la purezza dello sguardo, andare al di là della superficie. E’ il messaggio che racchiude la raccolta di Andrea Gennarelli “Frammenti di pensieri”, Scuderi edizioni. Un viaggio tra riflessioni intense e autentiche, dove ogni pensiero è una tessera che compone un disegno più grande: la vita, osservata da vicino e compresa nel suo insieme. Un itinerario che diventa un piccolo manuale per affrontare il nostro tempo e le tempeste di fronte alle quali ci pone sempre la vita. Un itinerario che è innanzitutto un invito a cogliere le piccole gioie quotidiane, a cercare la luce anche nelle difficoltà, quella luce che c’è sempre alla fine del tunnel, a ritrovare ciò che si nasconde nella nebbia, accettando le proprie fragilità, le cadute, i momenti bui, convinti che è sempre possibile rinascere “La Pasqua ci ricorda proprio questo: la Resurrezione è possibile solo dopo la Croce”, senza mai dimenticare che ci sono ali pronte a sostenerci, dalla fede all’amore delle persone a noi care. Andrea ci consegna pillole di speranza, ricordandoci come ciascuno di noi è chiamato a ritrovare lo sguardo dei bambini, a riscoprire la loro capacità di amare e trovare la bellezza anche dove sembra esserci solo cemento. E se i bambini sono santi in miniatura i fratelli hanno superpoteri, capaci di salvarci, conoscono la nostra criptonite ma la proteggono e sanno renderla innocua. Così come le madri sono sempre capaci di trasformare la loro sofferenza in scudo per i figli.
In un dialogo costante tra realtà interiore ed esteriore, scopriamo che i frammenti della raccolta scaturiscono dalla emozione di un istante, dalla visione di una luce, dell’albero di Natale in piazza, di un prato fiorito, da un’immagine che si fissa nella mente ed evoca altre immagini, come l’alga giapponese capace di sollevarsi verso la luce e adagiarsi, poi, sul fondo, in armonia con l’acqua, che ci insegna che non è necessario essere sempre in movimento ma prendersi cura del verde interiore. Il libro celebra, dunque, la forza dell’uomo di elevarsi al di sopra delle brutture del mondo, poichè ogni essere umano è un’opera d’arte plasmata da esperienze, emozioni e sogni, di qui il rifiuto di ogni forma di violenza, ancora più grave quando è contro le donne, poichè le opere d’arte vanno protette. Un libro, impreziosito dalla copertina di Mila Maraniello, che si fa riflessione sul senso della nostra vita e sui principi etici che devono guidarci, a partire da coraggio e lealtà, simboleggiati dal leone di pietra che dimostra come a volte la cosa più potente che possiamo fare è rimanere saldi. Mentre la torre dell’orologio si fa simbolo di resilienza, esposta al vento e alla pioggia, testimonia come la vita non sia bella per la sua perfezione ma per le sue cicatrici e ferite. Più volte l’autore ribadisce la necessità di partire da noi stessi, da ciò che ci fa stare bene, esortando ad accettare il cambiamento ma chiedendosi se sia sempre giusto e possibile adattarsi e accettare regole imposte da altri, poichè “il vero coraggio sta nel capire fino a che punto ci si può piegare senza spezzarsi”. Ma soprattutto Gennarelli riesce a stabilire un legame tra tutti gli elementi dell’universo, in una perfetta armonia tra uomo e natura, così il fluire dell’acqua ci ricorda il battito del cuore, il fiore che nasce ai bordi della strada richiama la cura che possiamo dedicare a ciò che amiamo o la potente bellezza dell’inverno, di chi sfida la stanchezza con la sua luce, il ponte si fa metafora della capacità dell’uomo di superare ostacoli e riuscire sempre a connettersi, gli alberi che resistono all’incendio sottolineano la forza dell’uomo di non arrendersi, la foglia che vola in autunno è un atto di coraggio e ci spiega come ciascuno di loro possa volare più lontano di quanto pensava, fino alla lumaca che ci esorta a riscoprire il gusto del presente o l’altalena che ci chiede di ritrovare la leggerezza perduta. Preziose le metafore che caratterizzano ogni pagina, a conferma della sua grande capacità di introspezione, come quando ci esorta a lasciare libero lo spazio di manovra dentro di noi, mettendo da parte rancori e sofferenze o ci spiega quanto la pioggia sia rigeneratrice anche per l’uomo. Poichè è nella strada che ognuno trova le sue risposte, sbagliando e poi ripartendo ogni volta, mantenendo viva la luce che c’è dentro di noi. Ad emergere anche il legame forte con la città come testimoniano gli angoli inediti di Avellino che ci consegna, attraverso immagini del capoluogo, da piazze ad alberi, da panchine ad altalene, da vicoli a squarci che quasi non ci sembra di riconoscere, anch’essi funzionali alle riflessioni dell’autore, per testimoniare la sua fede nell’uomo e nella bellezza dell’universo.
Il volume sarà presentato il 27 giugno, alle 19, nel Salone Ipogeo della Chiesa di Costantinopoli,
Il volume sarà presentato il 27 giugno, alle 19, nel Salone Ipogeo della Chiesa di Costantinopoli,
A confrontarsi con l’autore Floriana Guerriero, Giornalista e Docente Mirella Napodano, Dirigente Scolastica ed Esperta di Filosofia Dialogica Maria Cafasso, Docente Giovanna Scuderi, Editore. Ad impreziosire l’incontro l’arte di Giulina Mollica che si lascerà guidare dal flusso delle parole per dare vita a performance estemporanee ed artistiche e le note del pianista Giampiero Colella e le letture di Susanna Puopolo.



