Antonio Polidoro
Ritorna dopo qualche anno di “pausa di riflessione ” la storica Sagra del Fusillo e del Pezzente che , con quella, arcellana, dei “Cecatielli e fasuli al cotechino” (fortemente voluta e curata da don Errico Spiniello”) ha collocato Montefredane in una posizione di assoluta preminenza nel mondo vario e vivacissimo di questi frequentatissimi appuntamenti gastronomici irpini.
Ma Montefredane si distingueva anche per la felice sintesi di arte, cultura e gastronomia di “Fredaneinborgo” , creatura prediletta della mai troppo compianto dottoressa Vera Trasente.
Intanto torna il pezzente nella sua splendida simbiosi col fusillo, un autentico trionfo di sapori della tradizione.
Una magnifica pagina delle Scritture ci ammonisce sul vezzo frettoloso e superficiale di non dare il giusto peso anche alle cose che appaiono marginali e insignificanti.
“La pietra scartata dai muratori è diventata testata d’angolo” e, rischiando di risultare quanto meno irriverenti, diremo che le carni di scarto (che gli arcigni proprietari terrieri lasciavano ai coloni), sono divenute, in Irpinia come in molte plaghe della Lucania e della Calabria, un insaccato pregiatissimo e straordinariamente popolare….
Una sorta di rivincita sul piano gastronomico che si carica di una significativa e storica valenza sociale…
Sicché nei giorni a cavallo tra luglio e agosto (30-31 luglio e 1 agosto) Montefredane sarà al centro dell’attenzione di appassionati e di fedelissimi alla fortunata kermesse gastronomica che da decenni si distingue per la cura con cui vengono preparate le pietanze proposte, sempre e comunque utilizzando materie prime affidabilissime e di gran pregio.
In tanti attendevano il ritorno nei “cartelloni” della ricca estate irpina di questo appuntamento montefredanese.
Il “patron” della manifestazione, Adriano Gaita, tra l’altro attento consigliere comunale, ha sciolto la riserva, dando il via libera a queste tre giornate di festa tra musica e gratificanti piaceri della tavola.
Decenni di storia di una entusiastica e generosa mobilitazione di popolo con un nutrito gruppo di signore e ragazze del paese che davano la loro preziosa collaborazione al gruppo di volontari che “costruivano” il successo della Festa.
La storia della Sagra montefredanese e’, peraltro, ricca di figure di rilievo.
Difficile enumerarle tutte ma ci limiteremo ai nomi di Ciro Moriano, patriarca indiscusso del momento gastronomico, di Saverio Dente, ancora protagonista nel mondo dell’animazione degli Anziani, di Renato Quatrano che ha messo in campo una forte passione con rare capacità organizzative, e una folta schiera di persone generosamente motivate.
Col Festival per Voci Nuove di Elio Spagnuolo, la Festa Patronale del Carmine, le Serate jazzistiche della Pro Loco, il sostegno, come sempre, concreto e prezioso dell’Amministrazione Comunale, all’orizzonte un luglio montefredanese di sicuro spessore che fara’ di questo ubertoso comune collinare la meta prediletta di tanti comprovinciali e corregionali che, con la gratificazione delle proposte gastronomiche en musicali, troveranno il sicuro e fresco antidoto a questa estate mai così torrida e infuocata.



