La Guardia di Finanza di Avellino ha celebrato questa mattina il 252° anniversario della fondazione del Corpo con una cerimonia istituzionale di rilievo, segnata da un momento di particolare intensità emotiva: la premiazione di Vera Feoli, sorella del finanziere Sabato Feoli, decorato lo scorso 4 giugno con la medaglia d’oro al Merito Civile alla memoria, per firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Aveva venticinque anni quando i soldati della 24ª Gebirs-Division delle Waffen SS lo catturarono a Cervignano del Friuli, la mattina del 29 aprile 1945. Lo trascinarono alla vecchia Fornace Sarcinelli, lungo il fiume Aussa, e lì lo uccisero. Il corpo fu gettato nell’acqua. Sua sorella Vera, stamattina, era seduta in prima fila nella sala della cerimonia.
Il messaggio augurale del Capo dello Stato, indirizzato al Comandante Generale del Corpo, generale di Corpo d’Armata Andrea De Gennaro, è stato letto in sala dal Prefetto di Avellino, Rossana Riflesso. «Nella ricorrenza del 252° anniversario di fondazione della Guardia di Finanza», ha scritto Mattarella, «mi è grato rivolgere il saluto della Repubblica alle donne e agli uomini del Corpo, agenti efficaci nell’attuazione degli indirizzi della Costituzione». Il presidente ha reso omaggio alla Bandiera di Guerra, insignita della medaglia d’oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte per il centenario di attività della Banda musicale del Corpo, e ha rivolto «un commosso pensiero a tutti i finanzieri che hanno pagato con il sacrificio della vita l’adempimento del proprio dovere». Alle loro famiglie, ha aggiunto, va «la profonda vicinanza e la riconoscenza del Paese».
Mattarella ha poi ricordato le ricorrenze che contraddistinguono quest’anno: gli ottant’anni dalla nascita della Repubblica e i venticinque anni dalla riforma che ha ridefinito la Guardia di Finanza come «forza di polizia economico-finanziaria, in grado di affrontare le complesse problematiche dei mercati globalizzati, in ambito nazionale ed europeo, accanto al necessario contrasto all’evasione fiscale, a tutela della capacità della Repubblica di corrispondere ai bisogni dei cittadini e a tutela dei contribuenti onesti, garanzia di legalità economica». Il messaggio si è chiuso con gli auguri a tutti gli appartenenti alle Fiamme Gialle, in servizio e in congedo.
Un secondo riconoscimento ha contraddistinto la cerimonia, questa volta rivolto non a un caduto del passato, ma al Comandante Provinciale in carica.La Medaglia d’oro al valor civile appuntata sul petto del colonnello Leonardo Erre racconta una storia di coraggio, altruismo e prontezza. Un gesto istintivo compiuto il 30 dicembre 2022, quando, allora comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste, si gettò nelle acque gelide del Canal Grande per salvare la vita a un’anziana donna con difficoltà di deambulazione, caduta accidentalmente nel canale. Oggi il colonnello Erre guida il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino e, a margine della cerimonia per il 252° anniversario della fondazione del Corpo, ha raccontato quei momenti che gli sono valsi l’importante riconoscimento. «
La Medaglia d’oro al valor civile appuntata sul petto del colonnello Leonardo Erre racconta una storia di coraggio, altruismo e prontezza. Un gesto istintivo compiuto il 30 dicembre 2022, quando, allora comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste, si gettò nelle acque gelide del Canal Grande per salvare la vita a un’anziana donna con difficoltà di deambulazione, caduta accidentalmente nel canale. Oggi il colonnello Erre guida il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino e, a margine della cerimonia per il 252° anniversario della fondazione del Corpo, ha raccontato quei momenti che gli sono valsi l’importante riconoscimento. «Ringrazio chi mi ha dato la possibilità di ricevere questo riconoscimento, questo premio, che mi rende veramente un grandissimo onore. Lo voglio dedicare a tutti i miei uomini e a tutte le mie donne. È anche il simbolo di un gesto che si compie quotidianamente: un gesto di aiuto e di vicinanza verso chi ha bisogno. Io ho effettuato un salvataggio, ma è stata una coincidenza, un caso. Ci sono invece eroi di tutti i giorni che si impegnano affinché il bene sia sempre al primo posto. Mi sono accorto del corpo riverso in acqua. Sono stato rapido a scendere immediatamente nel canale. Mi sono semplicemente tolto il giubbino, nel quale fortunatamente avevo già sistemato il portafoglio e l’immancabile telefono cellulare. Tolto quello, mi sono gettato in acqua così com’ero vestito. Ho raggiunto la donna e l’ho rigirata perché si trovava con il volto sott’acqua. Appena l’ho girata mi sono accorto, seppure da flebili segnali, che era ancora in vita. L’ho quindi portata verso la banchina. Il canale è delimitato da muri in pietra e, con l’aiuto delle persone che nel frattempo erano accorse, siamo riusciti a tirarla fuori dall’acqua. Dopo aver eseguito le prime manovre, ha espulso l’acqua che aveva ingerito e si è rianimata. Fortunatamente erano già intervenuti i sanitari, prontamente allertati».
A riconoscimento ricevuto, Erre ha voluto ridimensionare il gesto con una sobrietà che ha colpito la platea. «Ringrazio chi mi ha dato la possibilità di ricevere questo riconoscimento, che mi rende un grandissimo onore», ha detto. «Lo voglio dedicare a tutti i miei uomini e a tutte le mie donne. Io ho effettuato un salvataggio, ma è stata una coincidenza, un caso. Ci sono invece eroi di tutti i giorni che si impegnano affinché il bene sia sempre al primo posto».
Ma, nel giorno della festa della Guardia di Finanza, il colonnello Erre ha voluto rivolgere anche un messaggio agli irpini, agli imprenditori, ai lavoratori e agli amministratori locali, sottolineando il ruolo di servizio svolto quotidianamente dalle Fiamme Gialle. «Voglio lanciare un messaggio di vicinanza, ma non retorico: un messaggio concreto. Come dico scherzosamente, quella popolazione è il nostro datore di lavoro. Lo Stato non è un’entità astratta: lo Stato sono tutti i cittadini che pagano le tasse e che devono pretendere un servizio eccellente, anche dagli uomini in divisa, soprattutto dagli uomini della Guardia di Finanza. Per questo li ringrazio innanzitutto per il supporto che ci danno e per la vicinanza che dimostrano. Rappresentano la vera spina dorsale dello Stato sano. È per loro che ogni mattina ci svegliamo, veniamo al lavoro e combattiamo».


