Pubblichiamo il testo integrale dell’intervento pronunciato da Nicola Giordano nel corso della seduta del Consiglio comunale, subito dopo la sua proclamazione a presidente dell’Assise cittadina.
Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento ai Consiglieri comunali che hanno voluto accordarmi la loro fiducia eleggendomi Presidente del Consiglio Comunale di Avellino.
Rivolgo, altresì, un saluto a tutti coloro che mi hanno preceduto in questo incarico, perché ciascuno, con il proprio impegno, i propri pregi e difetti ha contribuito a custodire il prestigio e la dignità di questa Istituzione, che oggi ho l’onore di rappresentare.
Assumo questo compito con emozione, ma soprattutto con la piena consapevolezza della responsabilità che esso comporta.
Da questo momento il mio dovere sarà quello di essere il Presidente di tutti, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione, garantendo imparzialità, equilibrio e il pieno rispetto delle prerogative di ciascun consigliere.
Lo farò seguendo un principio
“Le istituzioni non vivono di vita propria: vivono attraverso la responsabilità e la coscienza di chi è chiamato a servirle.”
Le istituzioni acquistano autorevolezza non per il prestigio formale che rappresentano, ma per il modo in cui vengono esercitate. Ogni nostro comportamento contribuirà a rafforzare o ad indebolire la fiducia dei cittadini nella democrazia.
Il Consiglio Comunale è la massima Assemblea rappresentativa della città.
È il luogo nel quale il pluralismo politico trova la sua più alta espressione, dove il confronto tra idee diverse diventa ricchezza e dove il rispetto delle regole costituisce la prima garanzia della libertà di tutti.
Qui non siamo chiamati a difendere interessi particolari.
Siamo chiamati, ciascuno secondo il proprio ruolo, a perseguire l’interesse generale della comunità avellinese.
Viviamo una stagione complessa.
Le difficoltà economiche, i cambiamenti sociali, la crescente distanza tra cittadini e politica ci impongono una riflessione sul valore del servizio pubblico.
I cittadini ci chiedono una politica capace di ascoltare, di decidere e di realizzare.
Ci chiedono istituzioni serie, trasparenti e credibili.
Avellino è una città che nella sua storia ha conosciuto prove durissime.
Ha saputo rialzarsi dopo il terremoto, ricostruire il proprio tessuto sociale ed economico e affrontare con dignità le sfide della modernità.
Quella forza appartiene ancora oggi alla nostra comunità.
Ma il futuro richiede una nuova stagione di responsabilità.
Abbiamo il dovere di costruire una città che sappia offrire opportunità ai giovani, sostenere le famiglie, tutelare gli anziani, valorizzare il commercio, le imprese, le professioni e il lavoro.
Una città più ordinata, più sicura, più verde, più accessibile.
Una città capace di completare i processi di rigenerazione urbana, di valorizzare il centro storico, di migliorare la mobilità e i servizi pubblici.
Una città che sappia utilizzare con efficacia ogni risorsa disponibile, trasformando i finanziamenti in opere, servizi e sviluppo.
Una città che investa nella cultura, nello sport, nella scuola e nell’associazioni, perché è da lì che nasce il senso di appartenenza di una comunità.
Nessuna di queste sfide può essere affrontata da una sola parte politica.
La democrazia vive dell’equilibrio tra maggioranza e opposizione.
La maggioranza governa.
L’opposizione controlla, propone e stimola.
Entrambe concorrono, con responsabilità diverse, alla crescita della città.
Per questo rivolgo un appello a tutti i consiglieri.
Confrontiamoci anche con passione.
Difendiamo con convinzione le nostre idee.
Ma non dimentichiamo mai che, al di sopra delle appartenenze, esiste un bene più grande: Avellino.
Da Presidente garantirò a tutti identiche condizioni di partecipazione, il rispetto del Regolamento e la piena tutela delle prerogative di ciascun consigliere.
Il dialogo sarà sempre favorito. Il rispetto delle istituzioni sarà sempre difeso.
Rivolgo un sentito ringraziamento al Segretario Generale, ai dirigenti, ai dipendenti comunali e a tutti coloro che, con professionalità, assicurano ogni giorno il funzionamento della nostra macchina amministrativa.
Un pensiero di gratitudine va anche alla mia famiglia, agli amici e a quanti mi hanno accompagnato lungo questo percorso umano e politico.
Care colleghe e cari colleghi,
le istituzioni restano. Noi passiamo.
È questa consapevolezza che deve accompagnare ogni nostra scelta.
Non siamo proprietari delle istituzioni.
Ne siamo soltanto i custodi.
Vorrei concludere ricordando un altro grande servitore dello Stato, Piersanti Mattarella, che ci ha lasciato una delle più belle definizioni del senso della politica:
“La politica deve essere credibile perché è servizio.”
Credibile nelle parole, nei comportamenti, nelle decisioni.
Servizio significa mettere il bene comune davanti a ogni interesse particolare.
Significa rispettare gli avversari senza considerarli nemici.
Significa costruire fiducia, perché senza fiducia nessuna istituzione può essere davvero forte.
Consentitemi allora di affidare a quest’Aula un auspicio semplice:
Le idee possono dividerci. La ricerca delle soluzioni deve unirci.
Se sapremo mantenere fede a questo principio, al termine del nostro mandato potremo guardare i cittadini negli occhi con la serenità di chi ha servito la propria comunità con onestà, equilibrio .
Con questo spirito assumo il mio incarico e dichiaro il mio impegno a servire il Consiglio Comunale con imparzialità, rigore e rispetto, affinché questa Assemblea sia sempre all’altezza della dignità e delle aspettative della città di Avellino.
Grazie a tutti e buon lavoro


