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(Video) Tirata del Carro di Mirabella, Giotto Faugno: “Tante cose false su di me. Dimesso da un incarico non dall’amore per questa iniziativa”

Mirabella Eclano – Dopo giorni durante i quali ha parlato pochissimo, quasi per niente, alla fine decide di far sentire la propria opinione su quanto sta accadendo sulla vicenda del Carro.

La cui tirata, prevista per il terzo sabato del prossimo mese di settembre, è ancora incerta. E mentre per questo pomeriggio è previsto l’incontro in Prefettura tra il sindaco della cittadina eclanese, Giancarlo Ruggiero, e la prefetta Rossana Riflesso, Giotto Faugno, l’ex direttore artistico dimessosi dalla Fondazione, fa conoscere la sua versione dei fatti. Nonostante, come dice nel video registrato, “non sia abituato a stare davanti a una telecamera”. In questi giorni, “ne ho sentite tante, tutte cose false, sul mio conto. Che mi hanno fatto male. Che non voglio più stare al montaggio e smontaggio del Carro, non voglio più tramandare questa tradizione, che non voglio più insegnare le tecniche di lavorazione della paglia e, infine, che sarei il principale responsabile se il Carro non si tirerà”.

Accuse che, appunto, Giotto smonta una a una. “Nel corso degli anni – dice, seduto su uno sgabello con alle spalle un pezzo dell’obelisco di paglia – ho segnalato più volte che le parti si stavano deteriorando e che non si poteva continuare così. Per anni si è andati avanti con i rattoppi, mentre il legno continuava a invecchiare”. Anche i pali, “donati con grande generosità dai cittadini”, forse non sarebbero adatti a sostituire quelli vecchi. “Perché – fa sapere chi il Carro lo conosce da cima a fondo – non so se fossero adatti al montaggio, perché devono essere selezionati, stagionati e avere misure abbastanza precise”. Per quanto riguarda la Cupola, nel più assoluto silenzio, lo stesso Giotto aveva deciso di costruirne una nuova. Ma per ultimarla servono quattro mesi di lavoro. “Perché lo avrei fatto se non avessi più voluto partecipare al Carro? – si chiede -. Ho cercato di guardare avanti”. Ha poi consegnato, tre anni fa, al Comune un inventario redatto dal suo bisnonno nel 1922, nel quale sono riportate tutte le tecniche di montaggio del Carro. “Ho condiviso con tutti un patrimonio della mia famiglia”. Così come, l’anno scorso, aveva chiesto di realizzare laboratori per la lavorazione della paglia. Ma il Comune non gli ha ancora risposto.

Il Carro, dall’anno scorso, è ancora più malandato. E l’ex direttore artistico, durante la tirata, è dovuto intervenire più volte perché tutto andasse per il meglio. “La sicurezza si costruisce durante l’anno. Nelle condizioni attuali non posso prendermi responsabilità. Certo che, da dicembre a oggi, si poteva fare qualcosa. Mi sono dimesso da un incarico, non dall’amore per il Carro”.

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Giancarlo Vitale

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