Le autobotti per affrontare la carenza idrica che colpisce anche il carcere di Avellino, andando ad incidere su circa 650 detenuti e sul personale in servizio. Il vicesegretario regionale dell’Uspp Maurizio De Fazio ha nuovamente scritto alla Prefettura, al Dap, alla direzione del carcere di Bellizzi e all’alto Calore, integrando la nota del luglio scorso, che era stata riscontrata dalla Prefettura, con l’intervento del viceprefetto Padovano.
La proposta parte dalla “Gestione emergenziale idrica precedente anno 2024 sotto la precedente Direzione Penitenziaria di Avellino, cronici disservizi e i cali di pressione idrica venivano gestiti in via d’urgenza attraverso il ricorso sistematico e tempestivo alle autobotti di soccorso, garantendo così ľ’approvvigionamento minimo necessario”. Alla luce della “mancanza di soluzioni attuali: Ad oggi, la sospensione o la drastica riduzione dell’erogazione idrica non risulta più compensata da tale servizio sussidiario in modo costante, sebbene si consideri l’attuale sforzo della Direzione per fornire ‘acqua mediante taniche, la struttura
viene comunque lasciata in condizioni di oggettivo degrado igienico- sanitario”.
Tutto questo, ovviamente comporta dei “rischi per la Polizia Penitenziaria: il personale rappresentato da questa sigla si trova ad operare in condizioni lavorative insostenibili, gravato da tensioni interne crescenti dovuta e privato dei servizi igienici essenziali durante i lunghi turni di servizio”. Per cui il vicesegretario dell’Usppha sollecitato “un immediato e autorevole intervento di S.E. Il Prefetto di Avellino affinché venga disposta, tramite i canali di protezione civile o d’intesa con l’ente gestore del servizio idrico, l’attivazione immediata h24 del servizio sostitutivo a mezzo autobotti. ciò si rende indispensabile per scongiurare gravi riflessi sull ordine pubblico e sulla sicurezza dell’istituto…in attesa di un urgente riscontro e della convocazione di un tavolo di confronto, si pongono i distinti



