SANT’ANGELO DEI LOMBARDI – Un confronto di alto profilo culturale, tra storia politica, pensiero e ruolo delle istituzioni. È quello andato in scena nel tardo pomeriggio dell’altro ieri nel centro storico di Sant’Angelo dei Lombardi, nella piazzetta-emiciclo della Pro Loco, nell’ambito del “Caffè Letterario 2026” promosso dall’associazione.
Protagonista del secondo appuntamento della stagione estiva è stato il volume “Politica e Pensiero” di Andrea Covotta, giornalista e direttore di Rai Quirinale. Il dibattito è stato arricchito dalla presenza dell’arcivescovo S.E. Mons. Pasquale Cascio, chiamato a offrire una lettura dei temi affrontati nel libro.
Assente per motivi di salute il giornalista Franco Genzale, i lavori sono stati aperti da Tony Lucido, che ha introdotto il tema e sollecitato il confronto. I saluti istituzionali sono stati affidati alla sindaca di Sant’Angelo dei Lombardi Rosanna Repole, che ha richiamato alcuni passaggi storici e politici evocati da Covotta.
L’incontro ha registrato una partecipazione numerosa, con la presenza di appassionati di politica e storia contemporanea, giornalisti, professionisti, amministratori ed ex amministratori, oltre a molti cittadini del territorio.
Ad aprire e accompagnare il confronto è stato l’intervento musicale dell’artista Lidia Di Paola, molto apprezzato dal pubblico.
Particolarmente significativa la riflessione di Mons. Pasquale Cascio, che ha ripercorso il ruolo della Chiesa nei processi sociali e politici italiani a partire dalla Rerum Novarum di Leone XIII.
L’arcivescovo ha evidenziato il contributo del mondo cattolico alla formazione della classe dirigente e alla costruzione della Costituzione repubblicana, soffermandosi poi sull’allargamento progressivo della partecipazione democratica con il coinvolgimento delle culture socialista e comunista.
Non è mancata una lettura autocritica: Mons. Cascio ha riconosciuto come, in alcune fasi storiche, la Chiesa non abbia sempre colto pienamente la portata dei cambiamenti sociali e culturali.
Andrea Covotta ha quindi illustrato il suo libro con un linguaggio chiaro e divulgativo, rendendo accessibili passaggi complessi della storia politica italiana.
Il giornalista ha ripercorso le trasformazioni tra fine Ottocento e Novecento, quando il mondo cattolico iniziò a ridefinire il proprio ruolo in una società in rapido cambiamento.
In un’Italia ancora segnata dagli equilibri post-unitari e dall’eredità del Congresso di Vienna, l’evoluzione economica e sociale impose nuovi modelli di partecipazione.
Da qui il riferimento al popolarismo cattolico e alle figure di don Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi, ricordato per il forte senso dello Stato.
Ampio spazio anche alla formazione della classe dirigente cattolica attraverso la FUCI e alla figura di Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI.
In questo percorso si inserisce la generazione di giovani destinati a ruoli decisivi nella vita pubblica, tra cui Aldo Moro.
Proprio Moro è stato al centro della riflessione: la sua visione della stabilità della Repubblica come garanzia di continuità democratica, anche in presenza di maggioranze politiche diverse.
Un equilibrio istituzionale fondato sul confronto tra le principali forze politiche, dalla Democrazia Cristiana al PCI, nel rispetto delle responsabilità verso la tenuta del sistema democratico.
Nel dibattito Tony Lucido ha richiamato anche il pensiero di Ciriaco De Mita, attento ai temi della democrazia, delle riforme istituzionali e della partecipazione.
Lucido ha ricordato il suo contributo alla riflessione sui “patti costituzionali”, oltre al ruolo nella stagione della Bicamerale.
Negli ultimi anni della sua attività politica, De Mita si interrogava sulla necessità di nuovi modelli di rappresentanza capaci di adattare la democrazia ai cambiamenti della società.
A chiudere l’incontro è stato nuovamente Mons. Cascio, che ha invitato Andrea Covotta a realizzare un nuovo lavoro dedicato alla politica italiana, partendo dal 1978 e dall’assassinio di Aldo Moro fino ai giorni nostri.
Un invito che ha sintetizzato il senso dell’intero confronto: leggere il presente attraverso la storia per comprendere l’evoluzione della democrazia italiana.
L’organizzazione dell’evento è stata curata dalla professoressa Ramona Del Priore.
Tra il pubblico anche il dottor Domenico Covotta, già sindaco di Ariano Irpino e padre dell’autore, figura molto conosciuta in Irpinia.
Numerose le presenze istituzionali e professionali: tra gli altri il Generale Giuseppe Caputo, il sindaco di Sturno Vito Di Leo, l’ex sindaco Franco Di Cecilia, l’ex sindaco di Sant’Angelo Vincenzo Lucido, il dottor Gaetano Sicuranza, Augusto Zodda, il preside Augusto Verderosa, l’architetto Gerardo Nappa, il dottor Ciro Mariella, i dottori Antonio D’Ettorre e Angelo Vito Raffaele Gallicchio, Antonello Pandiscia, Giuseppe Arduini, il presidente UNPLI Giuseppe Silvestri, il giornalista Rai Antonio Scoppettuolo, l’avvocato Enzo Forte con Pina Gargano, la professoressa Angela Pastena, Salvatore Grande, presidente della Pro Loco di Guardia Lombardi, la giornalista Elisa Forte, oltre a numerosi altri partecipanti.
Una presenza ampia e qualificata che ha confermato il ruolo del Caffè Letterario di Sant’Angelo dei Lombardi come spazio di confronto pubblico su temi centrali come la formazione della classe dirigente, il rapporto tra politica e società e il futuro della democrazia.


