“Ho trasmesso al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e all’assessora regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro, un dossier di 13 pagine che raccoglie anni di denunce e 5 interrogazioni parlamentari per affrontare una volta per tutte l’emergenza ambientale del fiume Sarno e della falda solofrana-montorese“. Lo dichiara il senatore del M5S, Orfeo Mazzella, vicepresidente della Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale di Palazzo Madama.
“Da quasi vent’anni, infatti, il territorio convive con una contaminazione accertata da tetracloroetilene, un solvente classificato come probabile cancerogeno. Valori record sono stati registrati già nel 2014, con picchi superiori a 100 volte i limiti di legge, e la problematica persiste ancora oggi.
Finora si è dovuto ricorrere a soluzioni tampone, dai filtri a carbone attivo alle autobotti fino ai pesanti stop alla potabilità dell’acqua che nel dicembre 2024 hanno colpito circa ventimila cittadini a Montoro“, aggiunge Mazzella.
“Si tratta – sottolinea – di interventi indispensabili, ma che agiscono unicamente sugli effetti e non sulla causa. Il cuore della proposta consegnata alla nuova Giunta regionale ruota attorno a una richiesta fondamentale: l’attivazione della Regione presso il Ministero dell’Ambiente per ottenere la riperimetrazione dell’area come Sito di Interesse Nazionale (oggi l’area è un Sito di Interesse Regionale), uno status perduto nel 2013. Solo il ritorno a SIN può garantire gli strumenti, i finanziamenti statali, gli accordi di programma e l’eventuale struttura commissariale necessari per una bonifica reale e complessa, superando un decennio di immobilismo operativo.
Accanto al risanamento ambientale, il dossier pone al centro la tutela della salute pubblica. Per l’area di Montoro – ad esempio – manca ancora uno studio epidemiologico dedicato; per questo motivo ho chiesto l’inclusione del territorio nel progetto nazionale Sentieri, affiancato da screening sanitari mirati e da un monitoraggio continuativo per gli abitanti esposti”.
“Completano la proposta la creazione di una struttura permanente di vigilanza e prevenzione degli illeciti presso l’Autorità di Bacino, l’attivazione di un cruscotto digitale pubblico con mappe georeferenziate degli scarichi e dei controlli per garantire trasparenza ai cittadini, e una riforma nazionale della tariffazione industriale.
Su quest’ultimo punto, l’obiettivo è far pagare i costi della depurazione in base alla reale capacità produttiva delle aziende e non solo sui reflui dichiarati, cancellando così ogni convenienza economica a bypassare i depuratori e a scaricare illegalmente sostanze tossiche nei corsi d’acqua. La nuova amministrazione regionale ha oggi l’opportunità e la responsabilità storica di imprimere una svolta a un problema ereditato dal passato. I cittadini di questo territorio hanno finalmente bisogno di risposte certe e di interventi risolutivi”, conclude Mazzella.



