Il quadro sulla sicurezza dell’edilizia scolastica in Italia, tracciato dall’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva presentato alla Camera, evidenzia profonde criticità strutturali e territoriali.
La Campania è una regione particolarmente esposta a diverse tipologie di rischio.
Su una media nazionale che vede il 44% delle scuole (17.408 edifici) situato in zone ad elevata sismicità e solo il 4% interessato da interventi di adeguamento, il territorio campano sconta una vulnerabilità storica legata sia alla sismicità sia alla fragilità idrogeologica.
Un dato emblematico in tal senso riguarda il rischio idrogeologico: dall’incrocio tra l’Anagrafe dell’edilizia scolastica e la Mosaicatura nazionale dell’Ispra (aree a pericolosità da frana PAI), emerge che ben 1.046 edifici scolastici in Campania ricadono in classi di rischio (da molto elevata a moderata o in aree di attenzione). La regione si colloca così ai vertici di questa speciale e preoccupante classifica nazionale, subito dopo la Toscana (1.056 edifici esposti).
Per quanto riguarda il rischio idraulico (aree da moderata ad elevata pericolosità), che a livello nazionale interessa quasi un edificio su cinque con oltre 1,3 milioni di studenti coinvolti, l’esposizione delle aree meridionali e campane si inserisce in un quadro che vede Emilia-Romagna, Toscana, Liguria e Calabria tra le regioni più colpite.
Commentando i dati del rapporto, il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Caso ha sottolineato la necessità di imprimere un cambio di passo radicale sulla sicurezza scolastica, evidenziando che la tutela degli edifici non può essere disgiunta dalle fragilità complessive del territorio.
Oltre alla prevenzione sismica e idrogeologica, l’agenda politica punta a inserire nella prossima legge di bilancio misure concrete per la programmazione stabile, il supporto agli enti locali e l’adattamento climatico delle scuole, anche attraverso una proposta di legge organica dedicata alla sicurezza e alla vivibilità degli istituti.


