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La Fiom a Grottaminarda. Industrializzazione in valle Ufita e Lioni-Contursi, il sindaco Spera: “Pronto a incatenarmi a quest’opera infinita”.

Grottaminarda – La Fiom Cgil in Festa, nella cittadina ufitana, per celebrare i 125 dalla nascita del sindacato. Una data importante, che ha visto la Fiom Cgil di Avellino impegnata a sostenere le lotte dei lavoratori. Sopratutto in un lembo di territorio,  la valle dell’Ufita, che di futuro e di sviluppo ne aveva, e ancora ne ha, davvero bisogno. Perché finora, nonostante il grande impegno del sindacato, è ancora promesso. ‘La Fiom in festa” è alla sua quarta edizione. E non a caso è stata scelta la location di Grottaminarda, perché questa è davvero una parte importante della intera provincia. In piazza 16 Marzo, lungo il Corso, già ancora con il sole, e nonostante qualche goccia di pioggia che nel pomeriggio ha bagnato la cittadina, tante tute blu presenti della Menarinibus. Un dibattito sulla situazione in cui si trova lo stabilimento in cui si dovrebbero lavorare gli autobus per il trasporto pubblico locale e, in generale, sul mondo dell’automotive irpino. Che potrebbe fare da traino all’intera industria della provincia. Ospiti del confronto su industrializzazione, speranze e futuro e possibilità in valle Ufita, Francesco Zirpoli, università Ca’ Foscari di Venezia, Italia D’Acierno, segreteria provinciale Cgil di Avellino, Alessia Araneo consigliera regionale M5S della Basilicata, Massimiliano Guglielmi, che ha moderato il dibattito. Hanno partecipato anche Giuseppe Morsa, segretario Fiom Cgil di Avellino e Benevento, Fulvio Bonavitacola, assessore regionale alle Attività produttive della Campania, ed il segretario nazionale Fiom Michele De Palma.
 Dice Morsa: “Occorre mettere in rete uno strumento in cui le aziende del settore si parlino. La nostra proposta è che ci sia una coesione, una sinergia tra queste aziende, perché possa essere creata in nome del nuovo modello di mobilità, perché possa  davvero rappresentare la provincia della mobilità”.  In 125 anni di Fiom quindi sono state molte le lotte, l’ultima è quella di valle Ufita. “Quella di valle Ufita e la madre di tutte le battaglie – sottolinea il segretario -, anche qui subiamo  ritardi, dovuti a poca attenzione del governo. Abbiamo spiegato, nella fase di privatizzazione della scelta, che si prendeva una strada sbagliata:  un privato che non si occupava di trasporto pubblico e adesso siamo a un livello molto alto di crisi. Chiediamo che il governo immediatamente riveda la sua scelta, riconvochi un tavolo e si negozi la possibilità di avere un partner industriale che possa supportare nuovi investimenti”. Un territorio, questo, in cui non ci sono pullman exturbani, non si producono scuolabus, quindi questo è un limite e quello che avveniva in passato adesso non avviene più. Allora il governo deve farsi carico di riconvocare le parti e rivedere la scelta sbagliata compiuta nel passato”. Dopo di che c’è un limite importante, anche il livello infrastrutturale e il tema della stazione logistica si inquadra in questa vertenza e di fondamentale importanza è l’implementazione di questa infrastruttura. Che ci apre a nuove possibilità, ci caccia dall’isolamento, ricordiamo che questo territorio è così vivo.Anche perché c’è stata nel 1967 la possibilità di avere la l’autostrada del Sole, voluta da un nobile politico irpino, Fiorentino Sullo. Noi stiamo tradendo anche quell’opportunità”. La vera forza sono i lavoratori militanti che oggi sono qui che hanno organizzato una festa che nonostante le tantissime difficoltà hanno ancora la forza di lottare e di mettersi insieme per un mondo più giusto: ricordiamo, faccio di nuovo l’esempio di menarini,  i lavoratori hanno fatto più di 100 giorni di lotta e sono stati capaci di mettere insieme due debolezze, ovvero Bologna e Flumeri, per dar vita al polo unico di produzione di pullman in italia. Tuttavia siamo al punto di partenza”. Per Fulvio Bonavitacola,  assessore regionale alle Attività produttive,  “la risposta è soprattutto ridurre i costi energetici. Poi dobbiamo governare una transizione, inevitabilmente, all’elettrico che avrà un ruolo sempre crescente nel futuro: questo significa convertire impianti e adeguare anche il ruolo di fornitori attuali e soprattutto aggiornare la formazione professionale. Insomma, una tradizione impegnativa ma necessaria”. Quindi il sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera, il quale spiega che, la Menarini di valle Ufita, è un argomento “che sa di ambiguo, per tutto quello  che sta accadendo. Noi ci aspettiamo che arrivino soluzioni rapide, ogni giorno che passa ci allarma per via di queste incertezze. Per quanto riguarda questo stabilimento – aggiunge il sindaco di Grottaminarda – e’ l’emblema, il simbolo  della ripresa e dello sviluppo”. Duro anche sulla vicenda della Lioni-Contursi-Grottaminarda, il primo cittadino grottese: “La storia infinita. Una incompiuta che va molto a rilento. Già c’è fibrillazione per la piattaforma logistica, ma penso sia giunto il momento della verità. Non bastano le parole, sono finite”. Tornerà il sindaco “barricadero”? Non è escluso che si possa incatenare tra i cantieri della Lioni-Contursi-Grottaminarda, che si sta avvicinando al record della Salerno- Reggio Calabria. ” Qualcuno dovrà pur farlo. E avere il coraggio necessario. Impossibile ancora stare a guardare quel mostro, un disastro totale”.
Michele de Palma, segretario nazionale della Fiom: “La lotta del sindacato metalmeccanico è sempre stata la lotta per avere investimenti industriali. Questo è un territorio in cui se non ci fossero stati gli investimenti industriali, avremmo un tasso di disoccupazione molto più alto. E molta più gente costretta ad andare via da questo territorio.  Negli ultimi tre anni abbiamo perso circa 500 posti di lavoro nel settore dell’automobile. Perdere lavoro nell’automotive e nell’industria vuol dire perdere poi il territorio. 500 sono quelli diretti. Quanti sono i bar? I supermercati che chiudono quando un’industria non produce più reddito per i lavoratori?” . Gli chiediamo perché se il sindacato incalza, poi la politica invece rallenta? “Questa è una bellissima domanda che ci facciamo anche noi, se vuole la possiamo condividere insieme nei confronti della politica intesa a tutti i livelli. Penso che ci sia innanzitutto una responsabilità del governo Nazionale. Perché non ci sono, oggi. Gli investimenti necessari sui settori strategici? Dove sono gli autobus, penso alle auto, ma ci sono anche delle situazioni locali. Penso al ruolo che la regione dovrebbe avere per i lavoratori. Quei lavoratori dovrebbero avere la garanzia della reindustrializzazione in quell’area. È ora di smetterla di prendere tempo ed è ora che invece si realizzino gli investimenti. Perché tutto questo tempo per la crisi della stabilità in valle Ufita?”. La Menarini ai privati? “Guardi, è stato un errore. C’erano Leonardo e  Invitalia. Quello che è successo e che è stata venduta e il piano industriale non sta reggendo. Ad oggi non ci sono le garanzie di   occupazione e di investimenti e per questo noi pensiamo che sia  indispensabile che chi ha affidato l’azienda ad un imprenditore privato intervenga per garantire le lavoratrici lavoratori. Altrimenti correremo il rischio di perdere non soltanto occupazione ma anche un settore che è importante perché molti comuni, molte regioni stanno comprando autobus. Ma non stanno comprando autobus prodotti nel nostro paese”. De Palma dice “basta allo scaricabarile: perché  il punto è che ogni volta la politica frena. Parli con il sindaco e la responsabilità è della regione. Parli con la regione e la  responsabilità è del governo. Chiediamo che tutti si siedano intorno al tavolo e, siccome hanno il potere, di fare le leggi. Possono fare le leggi che servono a sviluppare il paese. Ma, chiedo, qualcuno se ne accorto quali azioni ha messo in campo il governo”? Dopo il dibattito spazio alla canzone popolare e alla world music con il gruppo Rota Rossa.

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