“Fermiamo la mattanza”: così comincia il comunicato della segreteria generale di Cgil Avellino, Cisl Irpinia Sannio e Uil Avellino e Benevento, in cui si parla dell’ennesima morte per incidente sul lavoro avvenuto in questa provincia. “Ancora un lavoratore, Ciro Pellegrino, che non tornerà a casa. È l’ottava vittima, in Irpinia, a morire per lavoro nel 2026”. Ed è stata già superata, siamo ancora ad ottobre, “la vergogna” dell’anno scorso. “È inaccettabile e insopportabile – scrivono i sindacati -“. Che rilanciano, “con forza e determinazione”, una richiesta: “una procura speciale dedicata alle vittime sul lavoro e la istituzione del reato di omicidio sul lavoro”. L’Irpinia è una provincia “collocata in fascia rossa, ad elevato rischio infortunistico con un alto rapporto tra decessi e occupati”.
Quindi Italia D’Acierno, segreteria della Cgil di Avellino, Fernando Vecchione, Cisl Irpinia-Sannio e Luigi Simeone, Uil Av e Bn, ribadiscono: “Abbiamo sollecitato e richiediamo nuovamente, con forza, alla Prefettura la riattivazione del tavolo per la sicurezza sul lavoro per monitorare, controllare e rilevare ogni incongruenza circa l’applicazione delle norme, dei contratti e dei protocolli sul lavoro laddove, troppo spesso, si annidano. E costano la vita ai lavoratori e determinano comportamenti inaccettabili, come recentemente rilevato nei cantieri dell’Alta Capacità/Velocità”. Il prefetto di Avellino, dottoressa Fico, ha mostrato “sensibilità” e i sindacati si rivolgono a lei “per riattivare quel tavolo che tanto ha inciso positivamente per la deterrenza e il controllo sulle attività più esposte al rischio incidenti e vittime sul lavoro”

