E’ un’Irpinia che si racconta con orgoglio, forte di un patrimonio storico-artistico di rara bellezza e di una tradizione capace di dare sempre nuovi frutti e innovarsi ad andare in onda su Linea Verde, su Rai Uno, nella puntata in onda questo pomeriggio, condotta da Tinto e Monica Caradonna. Un viaggio che parte dal capoluogo. Dalle note dell’organo della cattedrale, cuore della fede di Avellino, raccontate dal Maestro organista Maurizio Severino, che ripercorre la storia dell’antica chiesa e della cripta fino al mistero delle spine della Corona di Cristo, all’eccellenza rappresentata dalla Scuola Enologica di Avellino, tra le più antiche d’Italia, guidata dal dirigente scolastico Pietro Caterini, premiato alla Camera dei Deputati di Roma nel corso di una cerimonia che ha reso omaggio alle Eccellenze del paese. Un percorso che diventa l’occasione per scoprire il processo di vinificazione a partire dal vitigno del Fiano, simbolo dell’Irpinia e l’impegno che porta avanti la comunità scolastica nel percorso di valorizzazione delle eccellenze locali.
Un itinerario che si sofferma, poi, sulla ricchezza rappresentata dal tombolo di Santa Paolina, raccontato dalle maestre della Scuola estiva di Tombolo, come Olimpia Egidio, coordinate da Berardina Spinelli. Un’arte, quella del tombolo, che si imparava da bambine ed era centrale per quello che era il corredo delle donne e che oggi continua a vivere anche grazie alle nuove generazioni, come un antico sapere che si tramanda di generazione in generazione. A Sant’Andrea di Conza protagonista la forza della tradizione teatrale che portava sul palcoscenico dell’Estate santandreana i grandi del panorama italiano, da Albertazza a Gassman, un progetto diventato il punto di partenza della candidatura di Sant’Andrea a capitale della cultura, dalla memoria del lavatoio alle sculture in ferro del fabbro Michele Marena che non nasconde l’emozione nell’arte di battere il ferro così da dare vita alle sue creature. Fino al racconto di Calitri, del Borgo Castello trasformatosi, nel progetto di recupero, all’indomani del terremoto dell’80, in un Museo diffuso e delle sue tradizioni, dai cingoli e braciole ai ritmi della Cun’versazion capaci di rileggere i canti popolari con un occhio alle sonorità di oggi. Spazio anche al racconto della natura, con la biodiversità dell’Oasi WWF del Lago di Conza, dalle cicogne alle testuggini fino alla fauna ittica, a quello della ricerca scientifica, grazie al lavoro del Cnr-Isa sulle castagne del territorio, illustrati dalla ricercatrice Stefania Moccia, a partire dalle proprietà benefiche del frutto.
Il viaggio si chiude tra eccellenze ed esperienze di sostenibilità: dalle tecnologie all’avanguardia di un’azienda di software di Bagnoli Irpino, nata proprio all’indomani dell’esperienza del sisma e diventata simbolo di responsabilità sociale nei confronti del territorio alla tutela della rara pecora bagnolese, raccontata da Sara Moscariello, allevatrice custode di una razza in via di estinzione. A concludere la puntata l’invito a scoprire il borgo di Trevico e a immergersi nella natura del parco del Partenio, poichè l’Irpinia nasconde ancora tanti tesori.
Una vetrina preziosa per il territorio, come sottolinea l’assessore alla cultura del Comune di Avellino Luca Cipriano: “Un’occasione importante per far conoscere la nostra storia e le bellezze cittadine a un pubblico nazionale. Avellino ha accolto con il consueto calore la troupe della Rai che per alcuni giorni ha alloggiato in città. Sarà sempre più importante, anche in futuro, intercettare queste occasioni di visibilità nazionale così da rafforzare la nostra immagine, presenza e l’attrattività turistica”. Soddisfatto anche il sindaco di Sant’Andrea di Conza Pompeo D’Angola: “S.Andrea su Rai uno! Uno dei tanti effetti della nostra bellissima candidatura a Capitale della Cultura per il 2027”. Orgoglioso anche Giuseppe Silvestri dell’Unpli “Cosi’ si valorizzano le ricchezze di questo territorio”.


















