di Tony Lucido
SANT’ANGELO DEI LOMBARDI – Dopo undici mesi di chiusura e intensi lavori di riqualificazione, la Cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi, dedicata a Sant’Antonino, diacono e martire, ha riaperto le porte alla comunità locale e all’intera diocesi. Un appuntamento carico di emozione e significato religioso, che restituisce ai fedeli uno dei luoghi più rappresentativi della storia e dell’identità del territorio.
Alla solenne celebrazione hanno preso parte l’abate di Montevergine, Dom Riccardo Guariglia, e il vescovo di Avellino, monsignor Arturo Aiello. A presiedere la concelebrazione eucaristica è stato l’ordinario diocesano, l’arcivescovo Pasquale Cascio, accompagnato dal parroco don Piero Fulchini, dal vicario generale monsignor Tarcisio Gambalonga e da numerosi sacerdoti, diaconi e religiosi. Presenti anche le autorità civili e militari, in rappresentanza delle istituzioni del territorio, insieme a una partecipazione particolarmente numerosa di fedeli provenienti da diversi centri della diocesi.
La celebrazione, accompagnata dai canti della Schola Cantorum della parrocchia, ha segnato il ritorno della Cattedrale alla sua piena centralità nella vita ecclesiale, quale sede del vescovo e punto di riferimento per la comunità diocesana.
La chiesa era stata chiusa il 24 novembre 2025 per consentire l’esecuzione di un articolato intervento di consolidamento delle torri e delle strutture annesse, finanziato con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). I lavori hanno permesso di intervenire sulle infiltrazioni, migliorare la protezione dall’umidità e dagli agenti atmosferici e rafforzare la tenuta complessiva dell’edificio, accompagnando il consolidamento strutturale a un’opera di valorizzazione degli ambienti.
La storia della Cattedrale porta i segni dei terremoti che hanno colpito l’Irpinia e delle trasformazioni subite nel corso dei secoli. In particolare, gli interventi successivi al sisma del 1980 hanno modificato l’assetto dell’edificio, che nel tempo ha perso elementi lapidei, piccoli altari devozionali e arredi appartenenti alla memoria collettiva della comunità. L’ultimo intervento ha consentito anche di correggere alcune criticità e imperfezioni rimaste dopo la ricostruzione post-sisma, restituendo maggiore armonia agli spazi interni.
I fedeli hanno potuto apprezzare la nuova tinteggiatura, le delicate tonalità cromatiche, la cura degli stucchi e un sistema di illuminazione capace di valorizzare la profondità e la solennità delle tre navate. Particolarmente significativo il recupero della facciata cinquecentesca in pietra, sottoposta a un accurato intervento di pulizia e valorizzata da un’illuminazione potenziata, che ne esalta la maestosità. Resta l’auspicio di ulteriori interventi per migliorare anche l’illuminazione della parte posteriore della Cattedrale e della torre campanaria.
La riapertura consentirà di tornare a vivere pienamente gli spazi della chiesa, percorrendone le tre navate a croce latina, sostando davanti alle nicchie che custodiscono i simulacri dei santi più cari alla devozione popolare e ritrovando, nel suono dell’organo e nel silenzio della preghiera, emozioni e ricordi che attraversano le generazioni. Anche il campanile torna a scandire i tempi della vita religiosa e sociale della comunità.
Nel corso della cerimonia, l’arcivescovo Pasquale Cascio ha pronunciato un’omelia ricca di spunti di riflessione. Monsignor Tarcisio Gambalonga ha illustrato gli interventi realizzati, mentre il parroco don Piero Fulchini e il sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, Rosanna Repole, hanno rivolto il loro saluto ai presenti. Ad accompagnare la liturgia è stato il Coro della Cattedrale, diretto dalla professoressa Tiziana Cipriano.
Le riprese dell’intera celebrazione sono state curate dai padri della Comunità del Buon Consiglio di Frigento per conto dell’emittente televisiva TRBC. La diretta streaming, condivisa anche sui social, ha consentito a tanti santangiolesi residenti lontano dal paese e a quanti non hanno potuto partecipare di seguire un momento importante per la comunità.
La riapertura della Cattedrale si inserisce, inoltre, in una riflessione più ampia sul futuro delle aree interne, segnate dallo spopolamento, dalla riduzione dei servizi essenziali e dalla carenza di opportunità lavorative. In questo scenario, la Chiesa è chiamata a svolgere un ruolo che va oltre la dimensione religiosa, facendosi luogo di accoglienza, solidarietà e vicinanza alle persone più fragili.
Un impegno che coinvolge anche la Conferenza episcopale campana, attenta alle difficoltà dei territori interni e alla necessità di riportarli al centro dell’attenzione istituzionale. In questo percorso si inserisce anche l’attività dell’arcivescovo Cascio, vicepresidente della Conferenza episcopale campana, impegnato a richiamare l’attenzione sulle esigenze delle comunità più marginalizzate.
La Cattedrale riaperta diventa così il simbolo di una ripartenza che intreccia memoria e futuro. Per chi è legato alla storia di Sant’Angelo dei Lombardi e ai valori della religiosità popolare, il ritorno alla piena fruibilità della chiesa rappresenta molto più della conclusione di un cantiere: è il recupero di un luogo identitario e un’occasione per rilanciare il ruolo del centro storico.
Una Chiesa chiamata a essere sempre più comunità viva, capace di andare oltre le mura e le strutture, mettendo al centro la persona, accogliendo chi è in difficoltà e senza lasciare indietro nessuno. La Cattedrale torna così a essere luce e riferimento di speranza, nel segno di una fede che custodisce il passato e accompagna la comunità verso il futuro.

