Grandi manovre dei “cespugli” riformisti e centristi per aggirare l’obbligo di raccolta delle 6mila firme per collegio previsto dalla nuova legge elettorale per le liste che si presentano per la prima volta.
In particolare c’è fibrillazione nell’area centrista: con l’eccezione di Italia Viva-Casa Riformista, esentata dalla raccolta firme, al Senato nasce la componente Avanti Psi-Progetto Civico Italia, che riunisce i socialisti di Enzo Maraio e i civici di Alessandro Onorato, con il contributo del senatore M5S Luigi Nave.
Alla Camera è stata invece presentata la richiesta di costituzione del gruppo Più Europa-Centro Democratico, Stati Uniti d’Europa, con Riccardo Magi, Benedetto Della Vedova, Bruno Tabacci, Luca Pastorino e Aboubakar Soumahoro. L’ufficio di presidenza di Montecitorio si riunirà domani per esaminare la richiesta avanzata da Magi.
Ci prova anche Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista che marca stretto il Pd. A disposizione c’è il senatore, Andrea Crisanti, per consentire la costituzione della componente a Palazzo Madama.
Una scelta che aveva già suscitato perplessità nell’area riformista dem. Sabato, all’assemblea di Libertà Eguale a Orvieto, la deputata Pd Lia Quartapelle aveva criticato l’operazione: ”Se il modo di rafforzare la coalizione è quello che abbiamo visto al Senato, dove il Pd — il Pd, non Avs e M5S — presta a Rifondazione un senatore per fare il gruppo facilitandone così l’ingresso nella coalizione, non abbiamo capito gli errori del passato”.
Le tensioni sono aumentate nelle ultime ore dopo un intervento di Acerbo sui social a proposito delle manifestazioni di sostegno agli eventi del 7 ottobre. “Inneggiare al 7 ottobre non è un reato. C’è chi inneggia a Israele e chi inneggia a Hamas. In una democrazia è assolutamente lecito”, ha scritto il segretario di Rifondazione, provocando reazioni critiche nell’area progressista.
E allora, la senatrice Pd Sandra Zampa, che si è dice “allibita” per il fatto che Rifondazione, dopo aver chiesto e ottenuto il sostegno del Pd, si sia permessa di mettere in discussione la collocazione politica di Sensi, “un militante della prima ora del Pd”. Da qui l’appello rivolto alla segretaria dem: “Schlein metta fine a questo spettacolo”.
Sulla vicenda è intervenuto anche Andrea Orlando, secondo cui “non si può incitare Hamas così come non si può esaltare la Decima Mas”. Critiche sono arrivate inoltre da Angelo Bonelli, che non ha apprezzato la scelta di Schlein di sostenere Rifondazione, anche per la sovrapposizione con il bacino elettorale di Alleanza Verdi e Sinistra.
“Hamas è stato ed è il peggior nemico del popolo palestinese”, ha dichiarato il leader dei Verdi. “Io non sono un magistrato, non posso dire ciò che è reato e non è reato, ma siccome faccio politica posso dire che chi inneggia ad Hamas è un grande idiota”.
Si vedranno venerdì Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per un primo confronto tra i leader del campo progressista sul programma e sul futuro della coalizione.

