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Si è incrinato il sistema Mattarella?

Con  il consapevole sforamento di tutti i parametri economici concordati con l’Ue da parte della Lega e del M5S è cominciato uno slalom destinato a durare per l’intero mese di ottobre. E solo  il tempo potrà dire se si risolverà in un trionfo politico dei partners di governo o in un totale fallimento (forse anche del Paese?). Per ora,  una Ue indebolita dall’avvicinarsi di elezioni europee dall’esito quanto mai incerto ha rivendicato la necessità di salvare la faccia. L’irrequietezza  dei mercati ha creato, invece, dubbi e crepe perfino all’interno della maggioranza. In uno scenario di questo tipo, fatto anche di dichiarazioni irresponsabili da parte di esponenti governativi, il rischio vero è quello che possa innescarsi la tempesta perfetta. E diventare incontrollabile! Per ora le misure annunciate hanno suscitato molte perplessità sulla loro capacità di dare una scossa. E l’impressione che servano solo a far arrivare Lega e M5S al traguardo elettorale con il pieno di consensi. Quell’azzardo produrrà comunque rilevanti conseguenze sullo schema politico che ha reso possibile il varo dell’ esecutivo Conte.

Infatti, il tormentato itinerario della crisi di governo era stato costellato da prolungati scontri politico-istuzionali tra vincitori e Quirinale. Fino alle forsennate, irresponsabili minacce di impeachment da parte di Di Maio nei confronti di Mattarella, poi rapidamente ritrattate. Ed aveva trovato la sua conclusione con l’approdo verso una formula basata su un non facile equilibrio. Formato da una duplice cordata. Una, più politica, costituita dai ministri rappresentanti dei due partiti sottoscrittori del cosiddetto contratto di governo. L’altra, più “di sistema”, chiamata ad ammortizzare le prevedibili e più estremiste spinte politiche. E  costituita dal ministro dell’economia Triae e da quello di lungo corso degli Esteri Moavero Milanesi. Insieme ad essi, lo stesso Conte. Estraneo ai giochi politici e, grazie alla sua estrazione accademica, non insensibile alle più rilevanti necessità istituzionali. In un certo senso, ad essi era affidato il compito di “rappresentare”,  fuori del nostro Paese, una sua immagine rassicurante e tesa alla fiducia nel mantenimento delle tradizionali alleanze internazionali e degli impegni assunti con l’Ue.

Quello schema, ora, si è indubbiamente indebolito.  E non per lo scomposto folklore. L’ironica tronfiezza con cui Salvini ha “rassicurato” Mattarella. Il clima da stadio instaurato dal M5S. Le scene quasi da “descamisados” di tipo  sud-americano di folle arringate dagli storici balconi di palazzo Chigi. Gli irresponsabili giochini-filastrocca (di molti parlamentari del M5S) sul 2,4 come se  fosse un trionfo e non, invece, ulteriore debito per tutti noi! E’ mancata solo l’impiccagione simbolica del “nemico”, il ministro Tria! Il sacrificio della permanenza al suo posto, chiesto dal Quirinale come atto di responsabilità politica, ha indebolito la sua autorevolezza. Proprio i toni trionfalistici degli esponenti della maggioranza dimostrano la convinzione che, con le “dovute” maniere – cioè gli avvertimenti duri e le minacce pubbliche – si ottengono i risultati sperati! Quando si presenteranno ulteriori occasioni di confronto o di scontro, sarà estremamente più difficile per Tria far prevalere i propri autonomi punti di vista a salvaguardia dei conti pubblici. Improbabile, poi, sostenere una linea di politica economica non sua, ma imposta da un’intesa passata sopra di lui. Di qui le residue voci su sue ancora possibili dimissioni. Il suo indebolimento, oltretutto, incide anche sul ministro deli esteri, il quale si ritrova più solo a sostenere una linea di moderazione e di dialogo internazionale. E perciò difficile da reggere.

Nell’immediato, grazie all’inconsistenza delle opposizioni e all’eccessivo entusiasmo delle forze di maggioranza,  galvanizzate dalla gestione dell’aumento volontario (e perfino provocatorio) del deficit, è probabile che per ora non vi saranno conseguenze immediate sulla tenuta del governo. Salvo tuttavia imprevisti incidenti parlamentari. Vi saranno Infatti altri round. La situazione, comunque, è destinata a farsi più bollente. E costellata di molte incognite!

di Erio Matteo edito dal Quotidiano del Sud

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