Venerdì, 26 Giugno 2026
22.36 (Roma)

Ultimi articoli

Il sisma del 1980: il miracolo della solidarietà

Sono passati 40 anni da quel tragico 23 novembre. E’ un tempo sufficientemente lungo perché la memoria possa archiviare le emozioni vivissime che tutti abbiamo vissuto in quei momenti drammatici, il dolore, la polvere, lo stupore di ritrovarsi tutti improvvisamente per strada, privi della sicurezza dell’abitazione e angosciati per la sorte dei nostri cari. Il tempo indebolisce la memoria e trasforma tutto in un brusio di sottofondo in cui le passioni si spengono, le emozioni, le sofferenze, i lutti, le speranze si amalgamano  e perdono quell’intensità con cui ci avevano interpellato.

Se mi chiedo cos’è rimasto di quel tempo, devo constatare che l’Italia è profondamente cambiata, è diventato un altro Paese, nel quale i giovani di allora non si potrebbero più riconoscere. Siamo diventati una nazione immersa nei riti di un egoismo individualista e rancoroso, i legami sociali sono stati lacerati, la lotta di classe da esperienza di solidarietà collettiva si è trasformata nella lotta di ciascun individuo contro tutti gli altri, gli educatori collettivi (partiti democratici, sindacati, associazioni di partecipazione sociale, strutture parrocchiali, etc) si sono svuotati di popolazione ed hanno smarrito il proprio ruolo, mentre si sono attivate strutture di diseducazione permanente che soffiano sul fuoco del disagio per alimentare il rancore sociale e creare nuove linee di frattura nella società.

Se mi volto indietro e guardo all’esperienza del terremoto nel suo complesso, quello che mi rimane e supera l’oblio è la sensazione che l’Italia era un Paese profondamente diverso, certamente più povero ma dotato di grandi ricchezze che fanno la differenza e non si possono archiviare.

Io credo che la cifra che contrassegna l’esperienza del terremoto dell’80 in Irpinia sia stata la straordinaria risposta di solidarietà che è venuta dalle strutture sociali attive nel Paese.

Si è mosso un esercito di volontari che ha invaso pacificamente il cratere, è penetrato in tutti i borghi, ha interessato quasi tutte le famiglie, ha spezzato il pane della solidarietà alleviando la solitudine e portando conforto a quanti erano stati duramente colpiti.

Fra le tante esperienze voglio ricordare il campo base allestito a Teora dalla FLM di Milano e Brescia, animato da una giovane appassionata sindacalista, Luisa Morgantini, scesa in Irpinia, con una colonna di operai metalmeccanici lombardi, dove prevedeva di restare un mese. Invece è rimasta un anno, alloggiata in una roulotte. Gli operai erano tutti volontari, giovani che avevano sacrificato le loro ferie e si alternavano nel campo base con turni di 15/20 giorni. Ricordo la mensa che avevano allestito sotto una grande tenda, dove tutti erano accolti con fraternità. Il tendone era diventato un luogo di ritrovo dove volontari e giovani cenavano, discutevano e stavano insieme in letizia. Anche quelli che avevano la possibilità di cenare nelle proprie famiglie, in quelle poche case che in campagna o altrove avevano resistito al sisma, preferivano mangiare scatolette di tonno e fagioli nel tendone dei volontari. Ogni sera i giovani del paese buttavano alle ortiche le loro ansie e si univano ai volontari intonando canti liberatori. La mensa funzionava con la collaborazione attiva dei giovani del paese che l’arricchivano con le loro tradizioni. Così nel Natale del 1980, la mensa sfornò le zeppole per tutti gli abitanti di Teora.

In quei giorni, in quei mesi, due Italie si sono incontrate, il nord ed il sud, si sono riconosciute, si sono scambiate esperienze e competenze, si sono strette amicizie profonde, sono nati amori. Le donne sono state protagoniste, sono state realizzate delle cooperative. Una cooperativa di donne, denominata “la metà del cielo”, nacque su impulso della Morgantini, che riuscì a mandare molte ragazze del luogo a Milano ad addestrarsi nell’arte di dipingere su tessuto, superando i timori e le resistenze delle famiglie. Questo nuovo protagonismo delle ragazze e dei ragazzi irpini fu riassunto in uno slogan: “vogliamo viaggiare, non vogliamo emigrare”.

Estratto dal volume Irpinia 1980-2020 – Memorie di un terremoto durato 40 anni, Delta Tre, in corso di pubblicazione.

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

“L’angelo più bello del Paradiso, vola più in alto che puoi, piccolo Cri”. È la frase che campeggia su uno…

La terra trema due volte, a pochissimi secondi di distanza. Un doppio sussulto che genera oscillazioni descritte come “terribili” e…

La Guardia di Finanza di Avellino ha celebrato il 252° anniversario della fondazione del Corpo con una cerimonia istituzionale che…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

È noto che l’Irpinia sin dagli anni del dopoguerra, fatta eccezione per un breve periodo nella seconda metà degli anni quaranta, ha sempre coltivato la politica in direzione progressista. Fiorentino Sullo, fondatore della Dc irpina e della corrente di Base sul piano nazionale, ha sempre testimoniato nella sua lunga vita...

“L’angelo più bello del Paradiso, vola più in alto che puoi, piccolo Cri”. È la frase che campeggia su uno degli striscioni appesi a un balcone di fronte alla Chiesa Parrocchiale Maria SS. della Carità di Moschiano, dove si sono svolti i funerali del piccolo Christian Romano, il bambino di...

Il valore di un’informazione accurata, autorevole e indipendente, il ruolo del giornalismo come presidio di democrazia e libertà, e le sfide dei nuovi linguaggi della comunicazione in un contesto sempre più interconnesso: sono questi i temi al centro della XVIII edizione del Premio Biagio Agnes – Premio Internazionale di Giornalismo,...

La terra trema due volte, a pochissimi secondi di distanza. Un doppio sussulto che genera oscillazioni descritte come “terribili” e “fortissime”. Nelle testimonianze degli italiani residenti in Venezuela, il racconto del violento terremoto che ha scosso il Paese si uniforma in un’unica onda di panico: la fuga improvvisa dalle case,...

Ultimi articoli

Attualità

Il Presidio Frangipane-Bellizzi di Ariano Irpino ospiterà un nuovo Ospedale di Comunità con 15 posti letto. L’intervento rappresenta un’integrazione che…

Arriva da Legambiente una nota nella quale si pone l’accento sugli effetti della crisi climatica che si fanno sentire con…

Presentata questa mattina, presso il Palazzo di Città di Avellino, la seconda edizione di “Vino al Borgo”, la manifestazione promossa…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy