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Draghi, il fallimento della politica

L’affidamento per la formazione del nuovo governo, conferito dal Presidente Mattarella a Draghi con un invito alle forze politiche per una maggiore responsabilità, certifica il commissariamento della politica, il suo fallimento nel buttare giù, irresponsabilmente, un Governo che, pur non esente da colpe ed esitazione, stava operando bene e nell’incapacità di trovare una qualche decente soluzione.

Stiamo vivendo, e da molti anni ormai, una crisi di sistema e le Istituzioni non rispondono, come dovrebbero, a risolvere i problemi dei cittadini. Con la scelta di Draghi si è arrivati al commissariamento della politica. Draghi, un’autorità in campo economico, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, viene da una brillante esperienza alla direzione della BCE. È l’ultima risorsa messa in campo dalla saggezza oculata del Capo dello Stato. Se dovesse fallire c’è solo il voto.  Si deve, perciò, assolutamente cambiare pagina e metodo e, forse, Draghi è, forse, l’uomo giusto che può trascinarci fuori dal tunnel: L’’esperienza della gestione della crisi del Conte due, la ricerca dei “responsabili/ irresponsabili, la cecità dei partiti e la difesa dei loro interessi di parte, è stata indecorosa ed avvilente per i tanti quaquaraquà che indegnamente occupano gli scranni parlamentari. Ma i partiti non si smentiscono neanche in questa occasione e – come se nulla fosse- si affollano davanti alla porta di Draghi per entrare nel futuro governo continuando a difendere gli interessi di parte nel tentativo di poterlo condizionale soprattutto nella gestione dei fondi europei. Berlusconi si è fatto subito avanti con lo scopo, di continuare a difendere le sue televisioni e la conferma di una prescrizione, la più breve possibile, che potesse continuare a garantirgli l’impunità. Renzi ha gridato alla vittoria (tre a zero contro il resto del mondo!) pensando di poter imporre al futuro Presidente le sue Bellanova, i Faraoni, i Rosato. Perfino Salvini, convertitosi all’europeismo in 24 ore, non ha posto condizioni o veti per entrare al Governo accantonando i suoi slogan che costituiscono il suo patrimonio populista. I 5 stelle, pur in odore di spaccatura nonostante l’intervento di Grillo e del Presidente Conte hanno dovuto far buon viso a cattiva sorte e. Leu è perplesso sulla possibilità di poter convivere con Salvini, Berlusconi e Renzi anche se, con molta probabilità, ma non farà mancare il suo appoggio. Il PD sta mantenendo un profilo costituzionalmente corretto anche se il suo disagio è a fior di pelle.

Questo è il quadro che si presenta dopo una prima settimana di incontri ed alla vigilia di un secondo giro. Il prossimo Governo, sarà un tecnico o politico?  Tutti i governi sono politici perché le decisioni non possono che essere di natura politica. Si tratta di trovare il necessario equilibrio e Draghi avrà la sua gatta da pelare. Si farà imporre dai partiti i ministri o li sceglierà autonomamente consultandosi con Mattarella? Saranno in parte politici e tecnici? D’area? Alcuni, pensiamo a Speranza, Boccia potrebbero essere confermati in continuità di una gestione dell’epidemia che stanno gestendo con impegno e competenza? Draghi riserverà a sé e a ministri “tecnici” di indiscusso valore, la gestione economica e finanziaria e il Recovery Plan? Ma non basta. Per poter avviare lo sviluppo occorrono serie e profonde riforme sul Fiasco, sulla burocrazia e sullo snellimento dell’operatività amministrativa, sul rapporto Stato/ Regioni e qui le valutazione dei partiti si differenziano, Insieme si potrà faare solo una nuova legge elettorale e qualche riforma costituzionale che superi il bicameralismo perfetto. Per il resto si sta con la destra o con la sinistra. Ci sarà sicueamente un cambio di passo e di metodo. Draghi è in grado di farlo se il suo governo si muoverà nell’ambito di una maggioranza europeista di maggiore giustizia sociale di rilancio economico e morale e se riesce a neutralizzare – e non è difficile- soggetti inaffidabili ed infidi come Salvini, Renzi e Berlusconi. Noi glielo auguriamo!

di Nino Lanzetta

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