Bacoli apre le porte all’arte, al mito di Partenope grazie all’estro, alla bravura e alla genialità dell’artista napoletana Cinzia Bevilacqua. L’incanto delle Sirene, in programma fino al 2 aprile alla Casina Vanvitelliana di Bacoli. Una mostra che l’artista Cinzia Bevilacqua vuole dedicare al nostro territorio martoriato, un “gigante addormentato” che è sempre fonte di ispirazione per tanti, forse in modo un po’ klimtiano utilizzando colori molto forti, sfumature intense. La sua passione ultimamente sono le sirene, anzitutto Partenope, un mito conosciuto in tutto il mondo, che è uno dei simboli di Napoli, nel pianto e nella gioia. Le sirene di Cinzia Bevilacqua sono figure femminili sinuose e sensuali, ma allo stesso tempo forti e determinate. Le loro forme armoniose sono disegnate con maestria e realismo, ma al contempo trasmettono un senso di mistero e magia, tra pennellate intense, cariche di colori in cui gli occhi si smarriscono. Le sirene di Cinzia sono creature contemporanee, che danzano, ballano, parlano, volteggiano con la tradizione classica ma diventano figure moderne. Sono figure che incarnano la bellezza, la forza e la creatività della donna, ma che allo stesso tempo sono capaci di suscitare inquietudine e interrogativi. La nuova collezione di Cinzia Bevilaqua dedicata alla Sirena Partenope, rappresenta la figura mitologica in tutta la sua bellezza, mistero e meraviglia. L’arte di Cinzia è un invito a riflettere sul significato della Sirena Partenope, che è stata interpretata in modi diversi nel corso dei secoli. È una figura che può essere vista come simbolo di bellezza, di seduzione, ma anche di riflessione. Una sirena per sognare ma anche per vivere, per porsi di fronte ai problemi esistenti della società di oggi. La mostra dell’artista napoletana, pone al centro la figura della Sirena Partenope, creatura mitologica che, secondo la leggenda, avrebbe dato il nome alla città di Napoli. Cinzia Bevilacqua nasce a Napoli, dove consegue la Laurea in Lingue e letteratura Straniere moderne ad indirizzo Orientale. Insegna Lingua e civ. Francese a Pozzuoli. Dedica parte della giovinezza allo studio ed alla pratica del disegno dal tratto deciso in bianco e nero, a carbone di cera, in una rappresentazione di un affascinante mondo esotico, di eterna lotta tra yin e yang, dove la natura predomina e l’uomo ne è un elemento in armonia. Sperimenta varie tecniche: dal caffè, al vino, alla china cinese, realizzando lavori che si definiscono una sorta di “arte etnica”, alimentata dalla sua passione per i viaggi in Europa ed in Oriente.
Nel 1979, il Maestro Michele Cascella dice di lei: “Cara Cinthia, fin troppo brava, ma la bravura è nemica dell’arte, ma necessaria per saper disegnare come ben dimostri”.
Dopo anni di inattività, le sue emozioni esplodono nel colore, attraverso tempera, acrilico, olio su tela, seta, materiali da riciclo e finalmente approda alla sua terra: Campi Flegrei, da cui trae energia e ispirazione, e nella quale si identifica attraverso i quattro elementi: terra, aria, acqua e fuoco. Esposizioni: “Mosaico Eventi”, Festival dell’Europa, Ventotene (2018); III° International Art Prize, Salerno (2018); “Sete d’Arte”, Comune di Ventotene (2019); “I Fiori del Mare” (2020) e “Nel mezzo del cammin…” (700 anni di Dante Alighieri) Casina Vanvitelliana, Parco Borbonico del Fusaro (2021) patrocinate dal Comune di Bacoli; “De Parthenope, il mito tra fuoco e mare” (2022), Palazzo Cappuccini (NA), Patrocinato dal Comune di Napoli. “Mythos, mito e leggenda dei Campi Flegrei”, Palazzo Migliaresi 2023, patrocinato dai comuni di Pozzuoli, Napoli, Bacoli e Monte di Procida. “La luna negli occhi dell’uomo di ogni tempo”, Casina Vanvitelliana Bacoli, 2025. “EmozionArsi” Palazzo Velli Roma 2025


