Il settimanale report dell’Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche evidenzia come l’andamento dei corpi idrici sia fortemente condizionato dalle temperature e, in parte, dalla distribuzione “a macchia di leopardo” di brevi precipitazioni a violenta intensità, che incidono principalmente sulle portate di fiumi caratterizzati da un marcato regime torrentizio (nei prossimi giorni soprattutto nel Mezzogiorno e sulle Isole). Al Nord si mantengono più elevate della media le altezze idrometriche dei grandi laghi.
I dati idrometrici dell’Italia centrale mostrano una situazione sostanzialmente stabile, ma caratterizzata da un negativo “trend”, nonostante anche qui non siano mancati nubifragi e grandinate. In Toscana si assiste alla crescita della portata del fiume Arno, che attualmente risulta ampiamente superiore alla media dello scorso ventennio (+211%). Nelle Marche risultano in leggera decrescita le altezze dei fiumi, mentre gli invasi ricchi d’acqua (mln. mc. 53,81) hanno distribuito circa 1 milione di metri cubi per irrigare nelle due torride settimane scorse, confermandosi fondamentali per la sopravvivenza e la produttività delle campagne. Ù
Piogge torrenziali si sono abbattute anche sui Castelli Romani e sui Colli Prenestini, dove in appena 2 ore le cumulate hanno sfiorato i 90 millimetri a Frascati e mm. 85 a San Cesareo, provocando disagi ed allagamenti. In Campania crescono le portate dei fiumi Garigliano, Volturno e Sele.
A Sud, al netto delle violente ma isolate grandinate, si aggrava, a causa del lungo periodo di stabilità atmosferica e delle temperature sahariane, la crisi idrica in molte regioni. In Basilicata, questa settimana, ammontano a mln. mc. 9,71 i volumi in uscita dalle dighe: rispetto allo scorso anno mancano all’appello mln. mc 42,55. In Puglia, il deficit sul 2024 è invece del 36,4% nella Capitanata, dove si contano mln. mc. 58,36 in meno. I volumi trattenuti ammontano a mln. mc. 101,88, meno di 1/3 del volume invasabile. Il serbatoio della diga di Occhito, con un bacino potenzialmente adatto a trattenere 250 milioni di metri cubi d’acqua, al netto del volume morto (40 Mln di mc), mantiene volumi utilizzabili per i vari scopi, pari a mln. mc. 36,81. In Sicilia, infine, nel mese di maggio la riduzione delle riserve idriche è stata pari a mln. mc. 7,17; ad inizio Giugno i volumi trattenuti dagli invasi siciliani ammontavano a mln. mc. 371,69 cioè il 53,1% di quelli autorizzati (fonte: Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia).


