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Addio a Pietro Gargano, fu tra gli artefici del titolo “Fate presto”

Era una delle voci più autorevoli della cultura partenopea, grande protagonista del giornalismo napoletano, tra i simboli della storia del “Mattino”. Si è spento all’età di 83 anni Pietro Gargano, tra gli artefici insieme al direttore Roberto Ciuni e agli inviati nelle aree colpite – tra loro anche il nostro direttore Gianni Festa – dello storico titolo del Mattino “Fate presto”, all’indomani del terremoto del 1980. Un appello nei giorni della rabbia e del dolore, segnati dal ritardo dei soccorsi e dalla mancanza di coordinamento che era un monito alla politica e a cui rispose con forza il presidente Sandro Pertini, tra i primi a venire in visita in Irpinia per portare conforto alle comunità. il 29 novembre un nuovo titolo che era un atto di dolore “Speranza è morta, arrivano le ruspe”. “Ne fui turbato – ricorda – ma era quella la scelta e come leader della zona ci toccava un ruolo di capofila, e ce lo pigliammo con dolore”.

Da giovane cronista “abusivo”, era diventato caporedattore centrale, incarico ricoperto fino al 2008, un autentico riferimento per generazioni di giornalisti. Dalla rivoluzione portoghese ai conflitti in Medio Oriente, fino alle tensioni in Irlanda, aveva raccontato le trasformazioni che viveva il mondo, tra guerre e ribellioni. Ma era anche un grande conoscitore della cultura partenopea, a cui aveva dedicato attenti studi come nella “Nuova enciclopedia della canzone partenopea”. Aveva svolto un ruolo decisivo nell’inchiesta sulla morte di Giancarlo Siani, affrontata con coraggio e grande professionalità. Un ruolo ricordato dal collega Pietro Perone “Nel giornalismo, come nella vita, ci sono persone che diventano un punto fermo. Per me Pietro Gargano è stato questo: un maestro, un riferimento, una coscienza. Negli anni dell’inchiesta sull’omicidio di Giancarlo Siani è stato una guida severa e sicura del cosiddetto pool: io, Giampaolo Longo e Maria Rosaria Carbone. Ci ha insegnato il rigore, il senso del limite, la responsabilità di ogni parola. Ci ripeteva: “Hanno ucciso uno dei nostri, non possiamo sbagliare”. Oggi la sua perdita lascia un vuoto incolmabile. Se ne va un grande intellettuale napoletano e mi ha insegnato che il giornalismo sta dalla parte degli ultimi”

Domani giovedì 9 aprile, alle ore 17, Pietro Gargano riceverà l’ultimo saluto nella sua Portici, come da sua volontà. Ad esprimere viva commozione il direttore Gianni Festa che ha condiviso con lui l’esperienza al Mattino ed era legato a Gargano da un rapporto di amicizia e stima profonda e che si stringe ai familiari in questo momento di profondo dolore.

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