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Al meeting “Le due culture” le visioni distopiche di Tommasi Ferroni

Parte all’insegna della grande arte il meeting settembrino della Fondazione Biogem, quest’anno dedicato al ‘mondo verde’, che, nel suo primo giorno, il 6 settembre, prevede l’inaugurazione di ‘Verde Barocco e Blu’, un’esposizione del pittore romano contemporaneo Giovanni Tommasi Ferroni (Progetto finanziato con la L.R. n. 7/2003, contributi per la promozione culturale anno 2023). L’evento si collocherà a valle di un’intensa giornata, che, dopo gli onori di casa e il discorso introduttivo del presidente Ortensio Zecchino, proseguirà con l’intervento del ministro della Salute Orazio Schillaci e con le relazioni dei professori Stefano Mancuso ed Eugenio Mazzarella.
La mostra, in programma fino al 31 dicembre, è a cura del professore Marco di Capua, ed è allestita negli spazi del centro di ricerca arianese. Il progetto è organizzato dalla casa editrice Il Cigno GG Edizioni, che ne cura anche il catalogo. La poetica di Tommasi Ferroni viene raccontata dai 21 lavori, di cui 4 disegni e 17 olii, che l’artista ha realizzato appositamente per il meeting. L’esposizione è arricchita dalla pubblicazione, ad opera de Il Cigno GG edizioni, di un catalogo illustrato con tutte le opere visibili negli spazi di Biogem. L’ingresso è gratuito e la mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 17:00.

‘’Questi quadri – afferma l’autore – sono visioni distopiche, con un forte elemento esteticamente, per assurdo, ottimista’’. ‘’Protagonisti – continua Tommasi Ferroni – sono il barocco, soprattutto romano, la natura che si insinua in esso, alcune ipotesi di mostruosità architettoniche e delle imbarcazioni, simili a bucintori, poste come dopo un ritiro delle acque (con evidente riferimento alle catastrofiche ipotesi ecologiste)’’. Una natura che, secondo il pittore romano, ‘’si riappropria dei suoi spazi, rispettando il bello ed entrando in armonia con esso’’, come un ‘’viaggio di vascelli barocchi venuti da chissà dove e adagiati a riposare in improbabili paesaggi capricciosi’’.

Secondo il professore Marco Di Capua ‘’Tommasi Ferroni ironizza su quelle massicce dosi di cattive notizie che ci vengono inoculate ormai da tempo e, sotto sotto prendendole in giro, se ne distacca, ce ne libera. Esorcizza e sbeffeggia la pervasiva visione distopica che domina il nostro immaginario e lo fa andandole incontro, sorridendo’’. ‘’Questo – afferma infine il curatore della mostra – è il futuro, o, almeno, una sua previsione esacerbata, messa in scena tra le quinte teatrali della civiltà italiana, metafora di un intero mondo in abbandono’’.

 

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