“Non c’è nessun conflitto tra progresso dell’uomo e poesia. Le nuove tecnologie non possono cancellare il valore della bellezza, lo sviluppo spirituale che deve accompagnare quello materiale. L’evoluzione del proprio io è la vera garanzia di progresso”. A sottolinearlo la poetessa Monia Gaita nel corso del confronto dedicato alla presentazione della raccolta “Di cielo, di nuvole e di vento”, tenutasu ieri pomeriggio, presso il Museo Multimediale Ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie, all’interno del Polo Museale di Roccarainola. “La poesia – spiega Monia – è tentativo costante di andare al di là dell’apparenza, spiraglio che salva, strumento di conoscenza, scintillio di verità – prosegue Gaita – non scioglie l’enigma dell’esistenza ma favorisce il processo di consapevolezza, può ispirare il nostro cammino, guidandoci verso valori come responsabilità e autenticità”. Per ribadire come la ricerca poetica nasce sempre “dall’esperienza diretta dell’autore e appartiene all’uomo di ogni tempo”.
E’ il presidente del Polo Museale Carmine Centrella a ricordare come l’evento si inserisca nel calendario della mostra internazionale di Mail Art “Microcosmi – Emozioni in formato ridotto”, giunta alla sua terza edizione, ponendo l’accento sulla necessità di fare rete tra le realtà culturali del territorio mentre il presidente del Consiglio comunale Giovanni Sirignano evidenzia l’attenzione rivolta dall’amministrazione comunale alla cultura, attraverso un percorso di eventi capaci di coinvolgere la comunità e le scuole, un calendario che culminerà nella rievocazione della Damigella del Re. E’, quindi, Mena Sirignano, presidente della Pro Loco di Roccarainola, a ribadire la valenza del Polo Museale, autentico salotto culturale, sottolineando la necessità di far conoscere il patrimonio culturale locale al di fuori dei confini provinciali. A porre l’accento sul ruolo salvifico della cultura Filomena Carrella, docente, scrittrice e musicista “La cultura è libertà, salvezza, unico antidoto contro ogni forma di guerra e violenza. Di qui l’importanza di unire le forze nel segno di un obiettivo comune, stabilendo sinergie tra associazioni e comunità”. Felice Peluso, presidente del Gruppo Aido Nola Cimitile ricorda il valore della donazione che consente di restituire a chi soffre una nuova vita.
E’ quindi la giornalista Floriana Guerriero a entrare nel vivo della poesia di Monia Gaita, evidenziando la potenza della sua ricerca espressiva, attraverso un sapiente uso di figure retoriche che rendono appieno l’inquietudine dell’io. Sono versi che restituiscono l’osmosi tra universo interiore e realtà circostante, a partire dal legame con la natura, come testimoniano i titoli scelti per le diverse sezioni che caratterizzano l’opera “Titoli che richiamano una natura in tempesta o spesso ostile, specchio della sofferenza dell’io poetico, costretto a fare i conti con un panorama di macerie, promesse e aspettative deluse, con ‘un’esistenza di seconda mano’. Eppure questo panorama di macerie sembra riguardare non solo l’individuo ma la collettività in una società in cui l’interesse del singolo sembra prevalere su quello collettivo, in cui a dominare sono superbia ed egoismo. Un panorama di desolazione di cui l’Irpinia appare il cuore, sempre più ferita e umiliata”. Eppure, ci ricorda Monia, è ancora possibile “immaginare una rinascita, una nuova alba malgrado le nuvole, mettendo da parte ignoranza e mediocrità, ridefinendo la gerarchia di senso, riscoprendo i valori dell’autenticità e del coraggio, nel segno di una rigenerazione etico-morale che deve riguardare l’uomo e la società tutta”. E’ quindi l’artista Prisco De Vivo a porre l’accento sula solitudine come condizione necessaria del poeta “La poesia è raccoglimento, deve restare appartata, nel dissenso, proprio come accade alla poesia di Monia Gaita, caratterizzata da una delicata consapevolezza. Una poesia del silenzio che non smette di interrogarsi sul senso dell’esistenza, una poesia viscerale che si vale della forza di metafore sapienziali, nella loro capacità di restituire l’idea dell’essere nella sua ricchezza, nelle sue sfumature, tra ombre e luci. I versi di Monia ci consegnano i bagliori dell’ignoto, sono come una goccia che scava nella pietra e rivela l’essenza del reale”.
A sottolineare l’universalità dei temi che attraversano la sua poesia la giornalista Adelina Mauro “La poesia diventa esercizio terapeutico, attraverso la riflessione su temi che ciascuno può sentire come parte del proprio essere, dal dolore all’emigrazione. E lo fa attraverso metafore pregnanti e un ritmo capace di parlare direttamente all’anima. E’, infine, il professore Sabato De Luca a evidenziare il valore di una poesia “che fluttua tra sogno e realtà, una poesia onirica, capace di creare un autentico flusso di coscienza, attraverso un accavallarsi di immagini e sentimenti. Attraverso un uso sapiente di personificazioni e un linguaggio polisemico Monia ci accompagna nei mari dell’essere, con una poesia che richiama con forza i versi di poetesse come Patrizia Cavalli e Mariangela Gualtieri”. A impreziosire l’incontro, moderato da Celeste Sirignano, gli interventi di Alessandra Bosone, presidente dell’associazione SeminArte, Tony Soviero dell’associazione Ipazia, della curatrice della Mostra Internazionale Lina D’Avanzo, le letture dell’attrice Maria De Risi e le note del bravissimo flautista Mario Menichini.






