Sarà presentato l’11 ottobre il volume “Alberto Savinio. Il comico ha vita breve” a cura di Nicola Fano, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Foggia. Il volume offre un punto di vista inedito su Savinio e lo mette in relazione con la sua arte. Al punto che, alla fine, proprio la comicità sembra essere la migliore chiave di lettura del Surrealismo. A portare i propri saluti Carlo Santoli (Università di Salerno), Direttore di «Sinestesie», Paolo Puppa (Università Cà Foscari di Venezia), Alberto Granese (Università di Salerno), Alfredo Sgroi (saggista, Lentini), Alessandro Tinterri (Università di Perugia); Dario Tomasello (Università di Messina)
Scrittore, regista, Savinio fu anche un apprezzato pittore. Fu tra i fondatori del movimento surrealista a Parigi e quella disposizione all’arte onirica cercò di introdurre nell’Italia prossima al fascismo e pronta a farsi pervadere da un “ritorno all’ordine” che doveva fare tabula rasa di tutte le avanguardie d’inizio Novecento. La pittura di Savinio, i suoi “poltrobabbi”, le sue “poltromamme”, la sua passione per l’antropomorfismo hanno qualcosa di comico, passando per la strada del grottesco. Questo volume testimonia proprio la passione di Savinio per la comicità popolare esercitata soprattutto in qualità spettatore teatrale professionista per la rivista Omnibus (fondata da Leo Longanesi) negli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra Mondiale. Anna Fougez, Wanda Osiris, Erminio Macario, Enzo Turco, Virgilio Riento, ma soprattutto i tre fratelli De Filippo, Eduardo, Peppino e Titina, animano le pagine di questo libro curato dallo storico del teatro Nicola Fano.
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