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Alla Scuola di Politica Violante e la sua riflessione sulla democrazia

di Rosa Bianco

In un tempo in cui la politica sembra spesso ridursi a slogan, polarizzazione e gestione dell’immediato, iniziative come la Scuola di Educazione Politica – II Edizione rappresentano un segnale controcorrente, quasi necessario. Non un semplice ciclo di incontri, ma un tentativo ambizioso di ricostruire il pensiero politico come spazio di studio, confronto e responsabilità.

A promuoverla è Franco Vittoria, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e direttore scientifico della Scuola Politica, che ha scelto di riportare al centro una domanda fondamentale: si può ancora educare alla politica? La risposta, implicita nell’iniziativa stessa, è sì — ma solo tornando alla profondità dei contenuti e alla qualità delle voci coinvolte.

Non è un caso che la lectio magistralis sia affidata a Luciano Violante, figura di primo piano del panorama istituzionale italiano, presidente di Multiversity. Il titolo del suo intervento — “La democrazia non esiste in natura. Dal soft power all’hard power” — suona come una provocazione necessaria. Ricorda che la democrazia non è un dato acquisito, ma una costruzione fragile, che richiede cultura, consapevolezza e continuo esercizio.

 

Accanto a lui, la presenza di Sandro Staiano, presidente emerito dell’Associazione italiana dei costituzionalisti, rafforza il profilo scientifico e istituzionale dell’evento. Il suo contributo richiama l’urgenza di un ritorno al diritto costituzionale come bussola della vita pubblica, in una fase storica in cui gli equilibri tra poteri appaiono sempre più esposti a tensioni e semplificazioni.

 

Il contesto non è neutrale. L’Italia — come gran parte dell’Occidente — attraversa una stagione in cui la partecipazione politica si fa intermittente, la fiducia nelle istituzioni si erode e il dibattito pubblico si consuma rapidamente. In questo scenario, formare cittadini consapevoli non è un lusso accademico, ma una necessità democratica.

 

La scelta del Teatro Colosseo come luogo dell’incontro non è secondaria: uno spazio culturale che diventa laboratorio civico. Qui, sabato 18 aprile alle ore 10.30, la politica torna a essere discussione argomentata, non tifoseria.

 

Questa seconda edizione della Scuola di Educazione Politica non si limita a replicare un’esperienza precedente: la consolida e la rilancia. L’obiettivo è chiaro — costruire un percorso stabile di formazione che metta in dialogo accademia, istituzioni e società civile.

L’iniziativa guidata da Franco Vittoria si colloca in una tradizione alta del pensiero politico italiano: quella che considera la politica non come tecnica del potere, ma come esercizio etico e culturale. In un’epoca di accelerazioni e superficialità, tornare a studiarla — seriamente — è già, di per sé, un atto politico.

 

 

 

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