L’Archivio di Stato di Avellino si conferma cuore pulsante della città, capace di dialogare con il territorio. Sabato 3 ottobre 2026, la sede resterà aperta in via straordinaria dalle 9 alle 13, offrendo l’occasione per conoscere da vicino il patrimonio documentario dell’istituto e partecipare a un incontro dedicato alla cultura e alla storia.
Alle 10 è in programma la presentazione di “Napoli romantica. 1830-1848”, opera di Edmondo Cione, figura poliedrica di storico della filosofia, critico letterario, politico e accademico. A introdurre l’incontro sarà Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino. Interverranno Domenico Ciruzzi, avvocato e già presidente del Premio Napoli, ed Emilia Cione, figlia dell’autore e curatrice della riedizione del volume.
A chiudere l’appuntamento sarà una performance del gruppo di ballo “Danzando nel tempo”, curata dal maestro Rosario Forestiere, che accompagnerà il pubblico in un ideale viaggio nella cultura e nell’atmosfera dell’epoca.
Il libro riporta al centro una delle fasi più intense e complesse della storia napoletana dell’Ottocento. Attraverso una scrittura caratterizzata da vivacità di pensiero, profondità culturale e sensibilità poetica, Cione racconta la crisi che attraversò Napoli tra il tentativo di rilancio della monarchia borbonica promosso da Ferdinando II e la progressiva affermazione delle aspirazioni liberali e nazionali alimentate dalla cultura romantica.
Una tensione politica e culturale destinata a raggiungere il suo momento più drammatico con la rivoluzione del 1848, in una stagione segnata da profondi cambiamenti e da un confronto sempre più acceso tra restaurazione e istanze di rinnovamento.
Pubblicata per la prima volta nel 1942, l’opera fu più volte riedita e rimaneggiata dallo stesso autore. Nel 2019 è tornata in libreria in una nuova edizione curata da Emilia Cione, che ne ha firmato anche l’introduzione.
La mattinata del 3 ottobre rappresenterà dunque non soltanto un’occasione per riscoprire un testo significativo della storiografia dedicata alla Napoli ottocentesca, ma anche un momento di incontro tra ricerca storica, letteratura e arti performative, nel segno della valorizzazione del patrimonio culturale.

