Fa tappa all’Archivio di Stato di Avellino, nell’ambito del ciclo di incontri dedicato ai Giovedì della lettura, “Verso l’Ignoto” di Achille Salzano a cura di Paolo Speranza. Un libro che si fa spaccato della terra irpina grazie al capitolo iniziale ambientato a Prata Principato Ultra ma al tempo stesso racconta il fenomeno dell’emigrazione.. Ai primi del ‘900 inaugurò in Italia un nuovo genere letterario: “il romanzo dell’emigrante”, edito con successo nel 1903 ma oggi quasi introvabile, e qui riproposto per la prima volta in versione anastatica dalla copia originale.
Dall’Irpinia al Nuovo Mondo, passando per la tumultuosa realtà del porto di Napoli, il narratore costruisce con abilità un intreccio avvincente, basato su un ritmo sostenuto e continui colpi di scena, fino all’epilogo imprevedibile che attende i due sposini abbagliati dal “sogno americano”. L’argomento dell’emigrazione transoceanica si intreccia con il tema sentimentale, rappresentato in prevalenza con quei toni patetici che erano caratteristici della narrativa e del teatro italiano dell’epoca. Elena e Michele, due giovanissimi sposi di Prata di Principato Ultra, inseguono il “sogno americano”. Dopo varie peripezie, che ricordano quelle dei manzoniani Renzo e Lucia, i due sceglieranno di tornare al paese natio e di riscoprire consapevolmente le loro radici, dopo la pericolosa infatuazione per i modelli culturali d’oltreoceano.
Achille Salzano, al tempo della pubblicazione di Verso l’ignoto (1903), era già un giornalista di lungo corso, e aveva al suo attivo alcune prove narrative e drammatiche. Nato a Napoli nel 1869, aveva mosso i primi passi della professione in Lombardia, scrivendo per la Provincia di Mantova e fondando una nuova testata, L’Indipendente. Tornato nella città natale, diede vita al Corriere Marittimo e poi a Il Piccolo Marittimo, che diresse per molti anni, collaborando al tempo stesso con il Buon Consigliere, edito a Roma, e con la Rivista mercantile italiana di Genova.
A confrontarsi sul volume insieme al direttore dell’Archivio di Stato Lorenzo Terzi, al curatore Paolo Speranza, i professori Sebastiano Martelli e Lucia Tirri dell’Università di Salerno, studiosa della diaspora italiana e l’editore Vincenzo D’Amico.


