La Peste Nera del 1348, la crisi dell’Europa tardo-medievale e le conseguenze politiche, sociali ed economiche nel Mezzogiorno saranno al centro della presentazione del volume di Francesco Barra Una pandemia medievale. Regno di Napoli e Principato Ultra tra Peste Nera e Crisi del Trecento, in programma mercoledì 28 maggio 2026, alle ore 16.30, presso l’Archivio di Stato di Avellino, nel Carcere Borbonico di via Giuseppe Verdi 17.
Il libro Una pandemia medievale. Regno di Napoli e Principato Ultra tra Peste Nera e Crisi del Trecento (344 pagine, prezzo di copertina 16,00 euro, già disponibile in libreria), sarà presentato nell’ambito della rassegna libraria I Giovedì della lettura.
Nel cuore dell’Archivio, un confronto sulla storia lunga delle crisi
L’incontro sarà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino. Dialogheranno con l’autore Fiorenzo Iannino, docente di materie letterarie, e Michele Sisto, docente di scienze naturali. A moderare sarà il giornalista Gianluca Amatucci. La presentazione offrirà l’occasione per approfondire un lavoro che attraversa la storia europea e meridionale, mettendo in relazione la pandemia medievale con le trasformazioni profonde che investirono istituzioni, comunità, economie e mentalità.
Una pandemia che cambiò il volto dell’Europa
Nel volume, Francesco Barra ricostruisce la Peste Nera non solo come calamità sanitaria, ma come evento dirompente capace di minacciare l’intera società dell’Europa tardo-medievale. L’urto della morte anonima e di massa provocò un impatto antropologico e psicologico radicale, contribuendo a indebolire i legami fondamentali su cui si reggeva la società del tempo. Da questa prospettiva, la peste viene letta come il momento più drammatico di una crisi più ampia, destinata a segnare la fine di un mondo e l’avvio di nuovi assetti storici.
Il “secolo di ferro” del Mezzogiorno
L’indagine si sposta poi sul Regno di Napoli, dove il Trecento fu segnato dall’anarchia feudale, da una profonda recessione e da un progressivo indebolimento politico. L’autore interpreta quel secolo come una fase decisiva per comprendere la subalternità produttiva ed economica del Mezzogiorno rispetto all’Italia e all’Europa, ponendo le premesse di quella che nei secoli successivi sarebbe stata definita “questione meridionale”.
Il Principato Ultra come osservatorio della crisi
Particolare rilievo è dedicato al Principato Ultra, provincia interna del Regno di Napoli, di cui l’autore ricostruisce vicende, strutture feudali, dinamiche sociali e assetti produttivi attraverso una vasta documentazione, anche inedita. La dimensione locale diventa così una chiave di lettura della storia generale: l’Irpinia medievale non appare come margine, ma come luogo in cui si riflettono le tensioni e le trasformazioni del Mezzogiorno trecentesco.
L’Autore
Francesco Barra è stato professore ordinario di Storia moderna presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno. Laureato in Lettere moderne presso l’Università di Napoli, dove è stato allievo di Pasquale Villani e Giuseppe Galasso, si è specializzato in Bibliografia e Archivistica. Autore di numerosi saggi e volumi, ha dedicato larga parte della sua attività di ricerca al Mediterraneo e al Mezzogiorno d’Italia tra età moderna, crisi rivoluzionaria e periodo napoleonico. Tra le sue opere figurano Il Mezzogiorno e le potenze europee nell’età moderna, Michele Pezza detto Fra’ Diavolo, Chiesa e società nel Mezzogiorno d’Italia, Il Decennio francese nel regno di Napoli, Pietro Paolo Parzanese. Una biografia politica, Dal castello al palazzo. Il castello di Avellino e Il Regno delle Due Sicilie (1734-1861). Studi e ricerche.



