Ancora una volta passa per il tribunale di Avellino il futuro dell’Alto Calore Servizi.A due anni quasi dal via libera al piano concordatario, i giudici si ritroveranno a valutare l’ennesima istanza di fallimento presentata da un creditore, in questo caso il fornitore elettrico Hera Comm, società del gruppo emiliano partecipato da soggetti istituzionali, con la maggioranza di azioni affidate al mercato.
Il Tribunale è chiamato a valutare la solvibilità dell’azienda, già passata attraverso il percorso del concordato preventivo e l’omologa concessa nel novembre 2024. La nuova iniziativa della magistratura inquirente nasce dagli approfondimenti svolti dalla Guardia di Finanza sul periodo successivo all’omologa del concordato. I rilievi riguardano l’aumento dei debiti prededucibili, il ridotto incasso dei crediti vantati nei confronti degli utenti morosi e l’assenza, secondo l’impostazione accusatoria, di un effettivo contenimento dei costi.
L’istanza di Hera Comm, fornitore di energia elettrica in regime di salvaguardia, riguarda invece il mancato pagamento di numerose bollette per importi pari a diversi milioni di euro. La posizione del creditore si innesta su un rapporto già segnato da una transazione con l’ex consorzio, che tuttavia non avrebbe chiuso definitivamente la partita debitoria.
Davanti ai giudici tornano dunque i conti di Alto Calore e la tenuta del piano successivo al concordato. Una precedente istanza della Procura, presentata il 7 settembre 2021, aveva aperto il percorso poi sfociato nel concordato preventivo, omologato dal Tribunale di Avellino il 12 novembre 2024. Da allora, secondo la lettura della magistratura, la gestione non sarebbe stata pienamente coerente con gli impegni assunti.
Il management della società, però, presenta un quadro diverso. Alto Calore rivendica il pagamento del primo piano di riparto ai creditori, un utile di 2,5 milioni di euro nell’esercizio 2025, l’accumulo delle risorse necessarie per saldare la seconda tranche e i debiti verso Hera, oltre a un cash flow di 6 milioni nel primo semestre 2026. Sono numeri che, nella prospettiva aziendale, indicano il ritorno a un equilibrio economico-finanziario dopo anni di crisi. Secondo le ricostruzioni di stampa, la società ha approvato all’unanimità un consuntivo in attivo, risultato indicato come il primo dopo un lungo periodo di bilanci negativi.



