Amministrative Avellino, il candidato sindaco del centrosinistra Nello Pizza e il candidato consigliere del Pd Luca Cipriano hanno tenuto un punto stampa questa mattina davanti alla Dogana restaurata: “La città di Avellino ha bisogno di un secondo teatro, oltre quello principale del Gesualdo. La Dogana potrebbe diventare un teatro ‘ridotto’ da 250 posti”. Questa la proposta culturale messa sul tavolo di questa campagna elettorale dal campolargo di centrosinistra: “E nel prosieguo illustreremo anche altre due proposte sul fronte della rinascita culturale della città”.
Nello Pizza: “Faremo di tutto perché Avellino torni ad essere un centro culturale. Attraverso la cultura possiamo creare anche nuovi posti di lavoro. Ne faremo una nostra ragione di vita amministrativa. Sono convinto che i risultati saranno visibili a tutti. La proposta di fare della Dogana un teatro ridotto consentirà di razionalizzare l’utilizzo del Gesualdo e della Dogana. Avere un ridotto significa dare una sede ad una serie di iniziative che fino ad oggi non si è riusciti a realizzare”.
Luca Cipriano: “C’è una città dei grandi progetti che noi vogliamo mettere in campo per rilanciare l’immagine di Avellino e offrire una prospettiva nuova. Abbiamo tre idee su tre argomenti differenti che racconteremo in tre momenti tematici che saranno poi oggetto di approfondimento nel corso della consiliatura. Questa mattina partiamo dalla rinascita e la riorganizzazione dei servizi culturali in città. Non a caso siamo qui davanti la Dogana. Ha una storia che inizia oltre venti anni fa, con i primi atti dell’amministrazione Galasso. E’ uno dei simboli di questa città. Era diventata una piaga negli ultimi anni. Ora l’edificio è rinato con forza e potenza. Noi la riproponiamo con due obiettivi, offrire nuovi servizi ai cittadini e creare nuovi posti di lavoro. Siamo convinti che il sistema culturale ad Avellino possa rimettere in circolo decine e decine di posti di lavoro. Vogliamo parlare soprattutto ai giovani. La Dogana dovrà essere gestita in tandem con il teatro Carlo Gesualdo. Due teatri in città: uno grande da 1280 posti, uno ridotto con 250 posti. Vogliamo finalizzare il completamento degli arredi della Dogana a mò di struttura culturale-teatro. Al Gesualdo spettacoli di grande caratura e dedicare il secondo teatro per ospitare la rassegna di teatro-scuola, che ad Avellino è morta negli ultimi anni; una rassegna di musica jazz, contemporanea, d’autore, e qui penso alle tante associazioni che ad Avellino sono costrette ad operare in luoghi privati e alle tante compagnie del territorio che qui avrebbero un palcoscenico”.
“Seconda idea: in città ci sono oltre 150 associazioni che operano nel campo della promozione culturale e giovanile, a queste associazioni noi vogliamo dare subito una casa. Un luogo fisico e stabile dove programmare le proprie attività. Con Nello abbiamo immaginato che il nuovo Victor Hugo, la Casina del Principe che già ospita il Centro Guido Dorso, e Villa Amendola, questi tre edifici possono diventare la casa delle associazioni cittadine. Lo faremo con grande trasparenza e merito, assegnando non agli amici i posti disponibili”.
“Terzo punto: l’Eliseo. Ha già una vocazione cinematografica e che dovrà continuare ad essere uno dei perni del sistema culturale. Non abbiamo ancora chiara se sarà il Comune o meno a gestire il meccanismo della cultura. Quello che sappiano è che la Fondazione di Festa e Nargi non ha prodotto nemmeno un atto. Un bluff totale. Noi abbiamo l’esigenza di essere pragmatici. Noi faremo subito un tavolo con i soggetti che ci dovranno aiutare a gestire il sistema culturale e già da oggi facciamo un appello a cinque soggetti che devono entrare con il Comune nella governance della rete culturale: la Regione Campania, la Provincia di Avellino, l’Unione Industriali, la Camera di Commercio e il Conservatorio Cimarosa. Insieme abbiamo gli strumenti per gestire il patrimonio culturale e insieme abbiamo l’opportunità di creare posti di lavoro per i giovani”.


