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Amministrative, Gargani: “Avellino è un deserto politico. La democrazia in crisi deve ritrovare forza negli enti locali e nei partiti”

La presentazione dei candidati alle amministrative di Tempi Nuovi-Popolari Uniti, che fanno parte della lista di Noi di Centro. Pizza ricorda Di Nunno, esempio di buon governo e del bene comune. Giuditta: finalmente centristi uniti. Provinciali? Serve un Campo largo

“Ho deciso di prendere parte concretamente alla vita politica della città dopo 25 anni trascorsi in Italia”. Così Oxana Bybliv, ingegnere meccanico, traduttrice e giornalista, intervenendo nel corso della presentazione dei candidati di Tempi Nuovi-Popolari Uniti, che fanno parte della lista Noi di Centro, a sostegno di Nello Pizza sindaco.

Bybliv, durante l’incontro – moderato da Amerigo Festa, presidente di Tempi Nuovi-Popolari Uniti – che si è tenuto all’Hotel de La Ville, ha sottolineato la necessità di costruire una città capace di offrire ancora una vita dignitosa ai cittadini, attraverso servizi sociali efficienti, ascolto delle persone e politiche in grado di contrastare povertà, diseguaglianze, burocrazia e disagio abitativo. “Nessuno deve restare solo”, ha affermato. E, motivando il suo impegno politico, ha richiamato anche il dramma vissuto dalla sua patria, l’Ucraina, come insegnamento di solidarietà, partecipazione e lotta per la libertà: “La politica non è un punto di partenza, ma un punto di arrivo”, ha concluso.

Tra gli interventi anche quello di Luca Negrone, dottore agronomo e forestale, che segue attualmente un dottorato di ricerca in Scienze Veterinarie presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università Federico II di Napoli, coordinatore regionale campano della Federazione Italiana Dottori in Scienze Zootecniche. Negrone ha spiegato le ragioni della sua candidatura: “Ho deciso di candidarmi pensando al futuro di questo territorio, alle enormi potenzialità ancora inespresse che abbiamo”.

Negrone ha richiamato il valore dell’agricoltura e delle produzioni locali, dal vino alle eccellenze irpine, la ricchezza delle aree interne che vivono ancora di agricoltura. E ha sottolineato, però, come i giovani siano sempre più sfiduciati. “Dobbiamo riattivare un vero meccanismo politico e amministrativo capace di guardare oltre il presente. Dobbiamo costruire oggi il nostro domani. Non possiamo farlo con interventi spot ma solo creando, per chi vive qui, la possibilità di restare: occasioni di lavoro, una città vivibile, spazi culturali. Abbiamo la possibilità di farlo, ciò che manca è la politica, la politica declinata nei partiti che progetta un’azione di governo tarata sui bisogni e sulle prospettive della gente, a cominciare dai giovani”.

Anche Giuseppe Vecchione, coordinatore cittadino di Popolari Uniti, nel suo intervento, ha richiamato le possibilità di sviluppo di Avellino e dell’Irpinia attraverso il valore della cultura e degli eventi come strumenti di crescita e identità collettiva. “Festa va sfidato anche sul suo terreno: quello della cultura e della capacità di costruire il futuro”.

Ha insistito pure sul rapporto tra il capoluogo e la provincia: “Una provincia senza un capoluogo forte si smarrisce”. Vecchione ha sottolineato come Avellino si sia troppo adagiata sul ruolo di capoluogo amministrativo e sul pubblico impiego, perdendo nel tempo la capacità di produrre grandi eventi e attrattività. Il riferimento è andato a esperienze come il Giffoni Film Festival e alla necessità di creare appuntamenti strutturali legati alla figura di Francesco De Sanctis e all’identità irpina. “Avellino deve tornare a essere il cuore della provincia”, ha concluso.

Pasquale Giuditta, segretario regionale di Noi di Centro, ha sottolineato il valore politico della compresenza, in una sola lista, di centristi, moderati e Casa Riformista. “Abbiamo creato le condizioni per essere uniti alle amministrative e continueremo ad esserlo anche dopo”.

E sulle Provinciali: “Avevamo auspicato che ci fosse un tavolo del Campo largo, che invece non c’è stato. Ora il presidente Buonopane ha comunicato di essere stato di nuovo indicato candidato del Pd alla Provincia, come anche noi auspicavamo. Così come ci auguriamo che il Campo largo possa essere unito, come lo è alla Regione e in città, anche alla Provincia”.

Nel suo intervento, Nello Pizza ha ricordato il proprio percorso politico, nato negli anni dell’impegno nei giovani democratici e poi nell’esperienza dei Popolari, a sostegno di Tonino Di Nunno, compianto sindaco di Avellino, ricordando il ruolo svolto allora anche da Enzo De Luca e Lello De Stefano, entrambi presenti all’incontro.

“La politica – ha affermato Pizza – deve tornare ad essere quella di allora, di Di Nunno, ovvero l’arte del buon governo e del bene comune”, ha detto, denunciando l’invisibilità in cui oggi versa Avellino. “Serve una città partecipata, capace di soddisfare i bisogni delle persone. Questa era la politica che abbiamo imparato dai nostri maestri come Gargani: passione, ascolto e responsabilità”.

A chiudere il convegno è stato l’onorevole Giuseppe Gargani. “Non ero nelle condizioni di venire, ma non potevo mancare: queste elezioni sono troppo importanti”, ha esordito. Gargani, leader di Popolari Uniti, ha ricordato la lunga tradizione politica della Democrazia Cristiana ad Avellino, rivendicando il ruolo che ha avuto nella crescita della città come capoluogo dell’Irpinia.

“Abbiamo sempre condannato il commissariamento perché, quando arriva, finisce la democrazia. Eppure, in questa fase, era necessario. La scelta di Pizza – ha aggiunto – è stata una manna dal cielo contro l’indistinto politico che si è creato dall’altra parte”, ha detto, definendo Avellino “un deserto politico” che non merita questa condizione. “Sotto le nostre gestioni, della nostra Dc, Avellino era diventata realmente il centro dell’Irpinia. Oggi alla città serve una riabilitazione politica e morale”.

Secondo Gargani, gli elettori devono tornare a credere nella politica attraverso liste “riconoscibili”, contrapponendole all’indistinto: “Contro Pizza, non si capisce ci sia o e quale progetto venga proposto”.

Un passaggio anche sul ruolo dei partiti e degli enti locali: “Vogliamo amministrare politicamente Avellino. La democrazia oggi è in crisi e deve ritrovare forza proprio negli enti locali e nei partiti. La lezione di don Luigi Sturzo non può essere dimenticata”.

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