“Avevo parlato una decina di giorni fa con il direttore sportivo, abbiamo affrontato gli argomenti squadra, organizzazione e c’eravamo lasciati con l’idea di riparlarne a fine playoff perché eravamo tutti concentrati nelle sfide di fine stagione. C’è emozione nel dirvi come sono andate le cose. Dopo la gara playoff ho incontrato la società, era notte inoltrata e ho detto l’ambizione che ho e che abbiamo come staff, quella di andare ad allenare in Serie A. Ho fermato le trattative e i discorsi. Il ds è rimasto male, ma la nostra ambizione è quella”: così Davide Ballardini affiancato dal direttore sportivo Mario Aiello, ha annunciato ufficialmente il suo addio all’Avellino. Nessun rinnovo per l’ex Genoa e Palermo: alla base della sofferta decisione c’è la forte ambizione di rimettersi in gioco nel massimo campionato italiano.
Visibilmente emozionato, Ballardini ha ripercorso le tappe degli ultimi giorni, svelando i dettagli del faccia a faccia decisivo con i vertici del club campano: “Ho parlato dieci giorni fa con il direttore, avevamo affrontato il tema legato alla squadra e all’organizzazione. Ci eravamo lasciati dicendo: ‘a fine play-off ne riparliamo’”, ha spiegato. La svolta è arrivata subito dopo l’ultimo verdetto del campo: “Finiti i play-off ho incontrato la società al Bel Sito verso mezzanotte. Ho detto alla proprietà che abbiamo il desiderio di tornare ad allenare in Serie A. Ho fermato tutto perché sentiamo questo. Il direttore sportivo c’è rimasto male”.
L’avventura ad Avellino si chiude senza il lieto fine sportivo, ma con un legame umano che resterà solido nel tempo. L’ultima dichiarazione di Ballardini è un atto d’amore verso la piazza che lo ha ospitato in questi mesi intensi. “Da oggi sono un semplice tifoso dell’Avellino”, ha concluso. “Mi sono innamorato di un territorio che non conoscevo. Ho conosciuto persone straordinarie, che ci hanno accolto benissimo”.


