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Emergenza idrica, Acs risponde alle richieste di “Uniamoci per l’acqua” Ma servono integrazioni

Elenco completo dei progetti, tempi reali e certi, Comuni coinvolti, chilometri di rete sostituiti, riduzione prevista delle perdite, aggiornamenti pubblici. Queste le richieste fatte, dal Comitato “Uniamoci per l’acqua”, all’ Ente Idrico Campano e ad Alto Calore Servizi, durante l’incontro che hanno avuto dieci giorni fa. Ebbene, la risposta, è arrivata. Ovviamente scritta. Per il Comitato, questo è “un passaggio positivo”. Perché, evidentemente, le parole non bastano più, così come gli incontri, se poi non seguono “produzione di documenti, dati e chiarimenti consultabili anche dai cittadini”. Un coinvolgimento più totale, insomma, per il quale però bisogna ancora fare passi in avanti. Le risposte alle domande del Comitato, giunte oggi, sarebbero un nuovo modo, in qualche modo più incisivo, di affrontare il problema dell’emergenza idrica. Per una crisi di così grave portata, intanto, c’è bisogno di rispetto verso comunità che si stanno sacrificando ormai da anni.
“Proprio per questo, però – sottolinea Uniamoci per l’acqua -il lavoro non può fermarsi qui”. Ci sono, comunque, delle risposte giunte che non convincono del tutto il Comitato. “Alcuni elementi sono utili – infatti ribadisce – ma restano ancora da chiarire punti decisivi: stato reale dei progetti PNIISSI, importi precisi, Comuni interessati, finanziamenti richiesti o già assegnati, tempi di gara e di cantiere, dati numerici sulle perdite, letture dei contatori, personale operativo, interventi materiali sulle reti, comunicazione ai cittadini sulle fasce tariffarie”. Mentre la posizione del Comitato è,  in qualche modo, irremovibile seppure sia convinto che “qualcosa si muove, e sarebbe sbagliato negarlo. Ma non bastano formule generali. Servono, invece,  atti, dati, date, importi, responsabilità e benefici concreti per i cittadini”. E alle richieste del 5 maggio scorso, perciò, se ne aggiunge un’altra, formale, ad Acs, di integrazione documentale.
“Non lo facciamo per polemica. Ma perché la crisi idrica irpina non si risolve con le intenzioni, né con le rassicurazioni. Si misura con meno perdite, più cantieri, reti riparate, acqua nei rubinetti e bollette che corrispondano finalmente a un servizio migliore”. Uniamoci per l’acqua aggiunge che seppure è “importante” risanare i bilanci, così come “la disponibilità al confronto”, per il cittadini “il vero risanamento comincia quando il servizio migliora davvero”. Il Comitato, come sempre, sarà la sentinella del territorio e continuerà a seguire la vicenda “punto per punto, risposta per risposta, atto per atto, cantiere per cantiere”.

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Giancarlo Vitale

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