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Aree interne, all’Osservatorio dell’Appennino Meridionale nasce il tavolo interistituzionale per una nuova strategia contro la desertificazione

Come arginare la desertificazione delle aree interne e valorizzare i territori più marginali? Un tema complesso e, allo stesso tempo, di grande attualità, affrontato dal convegno di studi “Aree interne: da criticità a opportunità tra eccellenze territoriali e turismo”, promosso dall’Osservatorio dell’Appennino Meridionale presso il Campus universitario di Fisciano.

Un’esplorazione delle nuove prospettive di sviluppo delle aree interne, che mette al centro il tema della trasformazione delle criticità in opportunità concrete di crescita, attraverso un confronto che ha coinvolto Università, istituzioni e professionisti del settore per definire una nuova strategia per il rilancio delle aree interne.

Un approccio scientifico e trasversale, che analizza le aree interne nelle sue dinamiche economiche, sociali, digitali e territoriali, per garantire quello che il Rettore dell’Università di Salerno, Virgilio D’Antonio, definisce il “diritto di restare”: «Il confronto in Ateneo è decisivo perché la nostra provincia, la nostra regione, il nostro Paese è fatto di aree interne. Il compito dell’Università non si ferma alla dimensione puramente formativa, tradiremmo la nostra missione più nobile e moderna: la funzione essenziale è garantire alle persone che forniamo non soltanto un bagaglio per il mondo del lavoro, ma restituire quelle stesse competenze al territorio nel quale si sono formati. La vicinanza della Regione Campania che si concretizza in una realtà all’Osservatorio è decisiva. Lo sforzo dell’Università non accompagnato dalle istituzioni locali sarebbe sterile. Il progetto dell’Appennino Meridionale è stato visionario e dimostra che l’innovazione non è avulsa dal territorio: si possono creare occupazione e prospettive di futuro partendo dal legame con il contesto territoriale, dall’agricoltura e da tutto ciò che è connesso al tema della terra e del turismo».

Fin dalla sua fondazione, l’Osservatorio si caratterizza, infatti, per l’avanguardia della ricerca scientifica tradotta i progetti pionieristici e sperimentali, a tutela e salvaguardia dell’ambiente e della sostenibilità.

«Siamo in un momento importante per la nostra regione che sta ripartendo con la programmazione dei fondi strutturali europei e della Pac (Politica Agricola Comune).  Come Osservatorio vogliamo identificarci come un hub per tutte le organizzazioni che oggi hanno preso parte al dibattito – sottolinea il Presidente Sergio Pietro Destefanis – Sono emerse proposte interessanti. Ci confrontiamo con le realtà universitarie di Salerno che concentrano la propria attività accademica e scientifica sui temi del turismo e dello sviluppo sostenibile. Obiettivo è dar vita ad un tavolo di discussione permanente».

«Il convegno sulle aree interne da criticità ad opportunità chiude il cerchio di anni e anni di ricerca realizzata dall’Osservatorio dell’Appennino Meridionale che si è tradotta in progettualità concrete – afferma il Direttore Salvatore Sica – Negli anni abbiamo sviluppato ricerche importantissime sugli olivi secolari in Irpinia, confluite in un percorso turistico. Da tre anni lavoriamo a tempo pieno sulla valorizzazione del tartufo campano. Emerge la necessità di impegnarsi per le aree interne per evitarne lo spopolamento. La desertificazione si evita mettendo a disposizione infrastrutture, garantendo viabilità e consentendo attività che permettano ai giovani di restare: affinché questo avvenga occorre connettere le eccellenze del territorio, innanzitutto gastronomiche e culturali, assicurando la fruibilità turistica senza overtourism, con un’esperienza per il visitatore sempre più autentica e di qualità».

Nel corso degli interventi, sono stati presentati anche i dati sullo spopolamento: sono stati persi nei capoluoghi della Campania 64mila residenti dal 2029 al 2026, con una flessione generale del -5,26% (Avellino -3,7%, Benevento -6,20%, Caserta -2,70%, Napoli -5,40%, Salerno -5,60%).

«Siamo consapevoli che la regione Campania rappresenti un unicum straordinario a livello mondiale, anche per l’opportunità di investimento sulle aree interne – evidenzia l’Assessore regionale al Turismo Enzo Maraio – È necessario mettere insieme pubblico e privato, creando sinergie su area vasta, per concentrare i flussi turistici verso l’interno. C’è un dato che mi ha particolarmente sorpreso stamattina: nonostante gli investimenti pro capite importanti, non siamo riusciti a bloccare il processo di desertificazione e di abbandono a favore di aree urbanizzate. Occorre qualificare evitando la parcellizzazione degli interventi, concentrando le risorse su grandi opere infrastrutturali, tecnologiche e digitali, che possano davvero creare condizioni di sviluppo e connessioni.  Programmazione e visione strategica – insiste Maraio – C’è bisogno di rispondere all’overtourism con l’undertourism, investendo sugli attrattori culturali turistici. L’incontro di oggi è un primo passo rilevante che conferma la collaborazione e la sintonia istituzionale tra Regione e Osservatorio. Il dialogo con l’Appennino Meridionale è fondamentale: la ricerca e gli approfondimenti scientifici sono decisivi per trovare soluzioni, nello scambio di idee e di brainstorming».

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