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Assemblea dei lavoratori Asidep: “Pisano inaffidabile. Disattende quello che promette”

Di Giancarlo Vitale

“Ma non si era impegnato, il presidente dell’Asi, a darci una delle mensilità arretrate che stiamo ancora aspettando, entro il sette marzo scorso”?. Se lo chiedono i dipendenti Asidep, in un comunicato stampa emesso questa mattina. Pasquale Pisano, nell’ipotesi di accordo sottoscritto tra sindacati e rappresentanze aziendali, alla presenza di Confindustria, aveva quasi assicurato di pagare, entro quella data, uno di quelli che, tra qualche giorno, sono destinati a diventare cinque stipendi arretrati.

Una firma di quell’accordo, sarebbe servito a prolungare l’attesa della restituzione degli impianti, per l’affidamento per la gestione”in via d’urgenza e con trattativa diretta” alla società”che sarà scelta per gestire il servizio di depurazione per tre mesi”. Condizione essenziale per ottenere una proroga da parte del tribunale fallimentare.”Ma, ad oggi, non abbiamo ricevuto nessuno di quegli stipendi arretrati-scrivono gli operai della partecipata di Pianodardine”. Il presidente dell’Asi, secondo i lavoratori Asidep, si conferma”inaffidabile”.

Un’ipotesi di accordo che prevedeva”la Cigs per cessazione attività delle 54 unità, un cronoprogramma per il pagamento e l’impegno a salvaguardare l’occupazione e la professionalità di tutti, pur avviando un piano di esodo incentivante condiviso con i cinque, o sei, lavoratori prossimi alla pensione”. Quindi “la garanzia di assorbire direttamente, come Asi”, chi “eventualmente” sarebbe risultato in esubero. Tutto questi è stato portato in assemblea, dai dipendenti Asidep, e si sarebbe potuto anche accettare se solo fossero state inserite alcune modifiche alla proposta iniziale di Pisano.

Intanto la cassa integrazione a rotazione” che tra l’altro”e’ prevista per legge”. Ma, soprattutto, avrebbe significato anche”un gesto di solidarietà e condivisione con tutte le maestranze”. L’assemblea, che è terminata con 41 voti a favore e uno solo contrario, ha bocciato” l’idea di essere parcheggiati, che è il motivo della richiesta di rotazione, bensì vogliamo continuare a essere protagonisti del nostro lavoro, massima espressione dell’articolo 1 della Costituzione”.”È un sistema, quello dell’attesa-scrivono ancora, nel comunicato, i lavoratori della depurazione irpina-a dir poco vessatorio, che mette in ginocchio economicamente e psicologicamente lavoratori e famiglie che, da tre anni, vivono nell’incubo dell’incertezza”. Pisano “puntualmente disattende qualsiasi impegno preso”. Mentre il consiglio direttivo dell’Asi non ha “partorito”ancora nessuna idea, dalla partecipata partono le domande finali. Che, poi, sono quelle di sempre: “Quali sono gli obiettivi dell’attuale consiglio direttivo dell’Asi? Sono veritiere le rassicurazioni del presidente nell’assemblea dei sindaci del Consorzio Asi? Le spettanze stipendiali sono state pagate? I fatti dicono No”!

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