Una lite per futiili motivi in piazza ad Atripalda alla base della doppia sparatoria avvenuta la notte di Pasqua a Contrada Alvanite. Nei due episodi coinvolti due giovanissimi componenti di due famiglie contrapposte e già note alle forze dell’ordine.
Dapprima i familiari di M.R. (indagato a piede libero per tentato omicidio e difeso dall’avvocato Assia Iannaccone) vengono minacciati da G.C quando li incontra per caso sotto casa in carcere dai ieri con le accuse di tentato omicidio e difesi dall’avvocato Alfonso Maria Chieffo. Il giovane e suo padre subiscono dopo qualche ora dopo, alle 23.45, un primo raid a colpi di arma da fuoco. Colpi esplosi con una pistola di grosso calibro tanto da forare la porta blindata del loro appartamento.
Intorno all’una di notte la reazione dei Capaccio contro l’abitazione di M.R. L’esecutore materiale – per gli inquirenti in base a quanto ricostruito, in via provvisoria, con l’ausilio delle telecamere di videosorveglianza – sarebbe G. C. (dai domiciliari per truffa è finito in carcere per il tentato omicidio di Pasqua), mentre P.C il padre sarebbe il concorrente morale, che lo avrebbe invitato a sparare, contro i familiari di M.R., salvando i bambini.Gia’ nelle prossime ore i due arrestati, padre e figlio, dovranno comparire davanti al Gip per l’interrogatorio di garanzia.


