A pochi giorni dalle elezioni regionali di Puglia e Campania, il ministro per gli Affari regionali Calderoli si è precipitato a firmare delle pre-intese sull’Autonomia con la Lombardia, il Veneto, la Liguria e il Piemonte. Esse concernono il trasferimento di funzioni in quattro materie, sottratte alla preventiva approvazione dei livelli essenziali di prestazione: protezione civile, professioni, previdenza complementare e una parte della sanità. Il Presidente piemontese di Forza Italia, Alberto Cirio, ha parlato di ‘firma storica’. Gli ha risposto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, sempre di Forza Italia, per il quale le pre-intese sull’autonomia differenziata « sono soltanto semplici accordi politici >> e sarà importante << valutare nel merito le intese, quelle vere, sulle materie non Lep, affinché non generino squilibri tra regioni del Nord e regioni del Sud. E’ necessario fermarsi perché le intese su materie non Lep riguardano anche il trasferimento di funzioni che possono incidere sui diritti sociali e civili>>. Infatti, nella sentenza n.192 del 2024 della Corte costituzionale si stabilisce chiaramente che la distinzione tra materie Lep e materie no Lep non ha senso logico e giuridico. La pre-intesa – dunque – è frutto dell’ ansiosa fantasia del ministro leghista. Che però non solo azzoppa la corsa elettorale del centrodestra nelle due importanti regioni meridionali, ma spiega anche un effetto autolesionistico per il suo buon esito. Questa irrituale, maldestra e inutile iniziativa rivela la concezione di un’autonomia esasperata, capricciosa, forzata, sospetta, perfino prepotente. E inaccettabile, anche e soprattutto per i tanti meridionali persuasi della bontà e della necessità dell’autonomismo territoriale, teorizzato da Guido Dorso.
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