Prorogare dal 31 dicembre 2026 al 31 marzo 2027 il termine per utilizzare in compensazione il credito d’imposta destinato alle imprese dell’autotrasporto per fronteggiare il caro gasolio. È la richiesta avanzata dalla CNA, che punta a evitare il rischio che una misura di sostegno, pensata per compensare gli aumenti del costo del carburante, perda efficacia a causa di tempi troppo ristretti e dei necessari passaggi burocratici.
Il contributo straordinario è stato introdotto con il primo “Decreto Carburanti”, adottato in seguito alla crisi internazionale e alle tensioni legate al blocco dello Stretto di Hormuz. L’agevolazione riconosce alle imprese un credito d’imposta calcolato sulla maggiore spesa sostenuta per il gasolio a partire da marzo 2026, rispetto ai prezzi registrati nel mese di febbraio.
Secondo la CNA, il problema non riguarda tanto l’entità del beneficio, quanto la possibilità concreta di utilizzarlo entro la scadenza fissata al 31 dicembre 2026. Le piccole imprese, infatti, spesso non dispongono di una sufficiente capienza fiscale in un arco temporale così limitato, mentre le procedure amministrative rischiano di comprimere ulteriormente i tempi.
L’associazione evidenzia che un autotrasportatore che percorre circa 100 mila chilometri all’anno con un mezzo da 26 tonnellate consuma mediamente 2.750 litri di gasolio al mese. Tra marzo e luglio il consumo raggiunge quindi circa 13 mila litri per veicolo. Considerando un credito di 15 centesimi al litro e un rimborso pari al 70% del maggiore costo sostenuto, il beneficio si attesterebbe intorno ai 1.400 euro per ciascun mezzo.
La criticità principale, però, è rappresentata dall’iter amministrativo. Presentando la domanda nella prima metà di settembre, le imprese devono attendere le verifiche dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il successivo trasferimento degli elenchi dei beneficiari all’Agenzia delle Entrate. In condizioni ordinarie, il credito potrebbe diventare disponibile soltanto tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.
Eventuali richieste di integrazione documentale o rallentamenti nelle istruttorie potrebbero allungare ulteriormente i tempi, lasciando alle aziende solo poche settimane per utilizzare il credito in compensazione prima della scadenza di fine anno. A complicare il quadro contribuisce anche il fatto che l’Imu non è compensabile con questa agevolazione e che gli acconti fiscali di novembre potrebbero essere già stati versati o non essere sufficienti ad assorbire l’intero credito spettante.
Per questo la CNA propone di spostare il termine di utilizzo al 31 marzo 2027. Una proroga che consentirebbe alle imprese di sfruttare la prima significativa finestra di capienza fiscale del nuovo anno, legata ai saldi e agli acconti delle imposte sui redditi, garantendo così l’effettiva fruibilità dell’incentivo.
L’associazione sottolinea infine che la modifica richiesta non comporterebbe un aumento delle risorse stanziate né un ampliamento della platea dei beneficiari. L’obiettivo è esclusivamente quello di consentire alle imprese dell’autotrasporto di utilizzare integralmente un sostegno già previsto, evitando che gli effetti della burocrazia e di scadenze troppo ravvicinate finiscano per penalizzare ancora una volta le piccole aziende del settore.



