Si è tenuta oggi davanti ai giudici del Tribunale del Riesame la discussione del ricorso relativo alla partecipazione di Alduccio Cava nel delitto di Scisciano. Il pm dell’Antimafia di Napoli, Henry John Woodcock ha depositato delle nuove intercettazioni tese a suffragare la sua ipotesi investigativa: che Bernardo Cava fece avrebbe condotto il killer dal covo trovato in Irpinia fino al luogo del delitto. Discussione disposta dopo il rinvio disposto dalla Corte di Cassazione relativo alla carenza di motivazione per la partecipazione di Bernardo Cava alla preparazione e all’organizzazione del delitto di Ottavio Colalongo, avvenuto il 17 dicembre 2025 a Scisciano”.
La motivazione
Con questa motivazione i giudici della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione avevano accolto uno dei motivi presentati dall’avvocato Claudio Frongillo – difensore di Cava, detto Alduccio – annullando con rinvio ad una nuova Sezione del Tribunale del Riesame la valutazione sulla decisione del Giudice per le indagini preliminari che aveva applicato la misura cautelare della custodia in carcere a Bernardo Cava, perché ritenuto gravemente indiziato di concorso nel reato di omicidio eseguito nel dicembre del 2025. Ma ora, alla luce dei nuovi atti di indagine depositati dal pm, i giudici del Riesame dovranno valutare di nuovo il quadro accusatorio. La decisione attesa nelle prossime ore.
IL PROCESSO
Il pm antimafia Henry John Woodcock, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri di Castello di Cisterna, ha firmato una richiesta di giudizio immediato per gli indagati, tra loro c’e’ anche Bernardo Cava, detto Alduccio, l’esponente della famiglia di Quindici che avrebbe guidato la staffetta che da Mugnano del Cardinale aveva spostato il killer prima nel nolano e successivamente poi grazie all’appoggio di altri soggetti, nella zona del raid. La prima udienza per l’omicidio sarà celebrata davanti ai giudici della III Sezione della Corte di Assise di Napoli il 16 settembre.Alla svolta nelle indagini e al decreto di fermo disposto dal pm antimafia Henry John Woodcock un mese dopo il delitto si era giunti grazie alle indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. I militari avevano provveduto al rinvenimento poco distante dal luogo del delitto, avvenuto il 17 dicembre scorso, oltre che della moto abbandonata dai killers anche di un telefono e delle chiavi di una vettura che doveva essere utilizzata per la fuga. I militari dell’ Arma hanno ricostruito il percorso della “staffetta” che da Mugnano del Cardinale, guidata dal 54enne Bernardo Cava, aveva condotto uno dei presunti autori del delitto, il latitante Antonio Aloia (arrestato in un blitz degli stessi Carabinieri di Castello di Cisterna dopo qualche giorno) nel nolano prima dell’ agguato.La sera del 17 dicembre Colalongo era in sella al suo scooter Honda SH quando i killer lo hanno affiancato. I primi colpi lo hanno fatto cadere. Poi l’esecuzione: un ultimo colpo di pistola al viso, quando era già a terra.



