Bollette dell’acqua e adeguamento delle tariffe, Cittadinanzattiva denuncia un ritardo dell’Alto Calore e chiede chiarimentI rispetto alle lettere spedite agli utenti per l’aggiornamento del numero dei componenti del nucleo familiare. Si tratta di un passaggio utile a ricalibrare le tariffe, ma che però, a detta di Cittadinanzattiva, dovrebbe riguardare anche le annualità precedenti, almeno a partire dalle bollette emesse dal 2018 in poi. Non solo: Cittadinanzattiva ritiene superflue queste lettere inviate agli utenti, perché si tratta di dati che l’amministrazione pubblica già possiede, per esempio nella banca dati della Tari (la tassa sui rifiuti). L’Alto Calore potrebbe quindi accedere direttamente a quella banca dati, evitando così il rischio che non tutti gli utenti rispondano a quelle lettere spedite nei mesi scorsi.

Lo spiega Angela Marcarelli, coordinatrice dell’Assemblea Territoriale Montefalcione Avellino Bassa Irpinia – Rete Consumatori e Rete Consumatori Cittadinanzattiva Campania Aps, in un documento inviato questa mattina (14 maggio 2026) ad Alto Calore, Ente Idrico Campano e Arera (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente): “Abbiamo invitato osservazioni afferenti l’attività di raccolta dati riferiti al nucleo familiare e/o conviventi finalizzato all’adeguamento alle disposizioni Arera della tariffazione del servizio idrico integrato e chiediamo di procedere, relativamente alla raccolta dati nucleo familiare, attraverso l’acquisizione dei dati massivi già in possesso dei Comuni (per la Tari) che certificano la consistenza dei nuclei familiari (famiglia anagrafica) aggiornati (i Comuni possono fornire anche lo storico dei nuclei familiari per il ricalcolo dal 2018 al 2026). Relativamente alla fatturazione dei consumi di ricalcolare le fatture alla luce delle nuove tariffe a partire dal 2018 data in cui Arera ha disposto il nuovo sistema di tariffazione per il quale Alto Calore è in netto ritardo nell’applicazione”.
L’ACCESSO ALLA BANCA DATI DELLA TARI
“La richiesta – aggiunge Marcarelli – nasce dall’obbligo imposto dalla delibera Arera 665/2017/R/IDR e ribadita dall’Ente Idrico Campano nella nota n. 0032282 del 31 dicembre 2025 diretta anche ad Arera. Premesso che: Arera, con deliberazione n. 665/2017/R/IDR, ha introdotto il nuovo sistema nazionale di articolazione tariffaria del servizio idrico integrato, entrato in vigore dal primo gennaio 2018, fondato anche sul criterio pro capite per le utenze domestiche residenti. La medesima disciplina prevede che l’individuazione della numerosità del nucleo familiare possa avvenire e mediante l’acquisizione dei dati direttamente dall’utente e/o mediante l’utilizzo delle banche dati già possedute da enti pubblici, e quindi anche quelle correlate alla Tari e all’anagrafe comunale; l’acquisizione dei dati presso l’utente, inevitabilmente, produrrà ulteriori ritardi e lungaggini dovute proprio alla tipologia di metodo utilizzato e alla tempistica di completamento dell’attività di raccolta e lavorazione dati per la fatturazione; che l’acquisizione di dati reali dei nuclei familiari e/o conviventi sono gia in possesso dei Comuni per il calcolo della Tari produrrebbe una velocizzazione dell’attività di raccolta in quanto dati massivi riferiti a tutta la popoloazione comunale; che l’acquisizione presso i comuni fornisce comunque dati certi e reali aggiornati; che i comuni sono nelle condizioni di fornire anche lo storico per il ricalcolo anni 2018/2026; che l’adeguamento delle tariffe alla delibera Arera avviene già con grande ritardo rispetto ai tempi fissati (anno 2018)”.
MANCATA INDICAZIONE DELLA DECORRENZA EFFETTIVA DELLE NUOVE TARIFFE
“Sono state individuate nel modulo di autocertificazione nucleo familiare predisposto da Alto Calore Servizi la mancata indicazione della decorrenza effettiva della nuova articolazione tariffaria applicata; sul sito di Alto Calore Servizi, nella sezione modulistica, è possibile reperire un diverso modulo (completo anche di riferimento al trattamento dati personali non presente nell’autodichiarazione ricevita tramite posta dalle famiglie); la delibera Arera n. 665/2017 di riferimento, indicata anche nel modulo inviato agli utenti, si dà per certo il rispetto, da parte di Alto Calore, dei tempi fissati da Arera e quindi a partire dal 2018; il ritardo nell’applicazione della norma non incide in alcun modo sulla corretta fatturazione dovuta all’utenza dalla data prevista da Arera ossia 2018; l’utente ha diritto al calcolo della tariffa agevolata come disposto da Arera dal 2018 e quindi al conseguente ricalcolo delle fatture dal 2018 al 2026”.
RICALCOLO DELLE BOLLETTE DAL 2018 AL 2026
“Si chiede quindi di: procedere all’acquisizione massiva dei dati certi e aggiornati oltre che storici relativi al nucleo familiare (cosi come definito art. 4 DPR223/89 richiamato nell’autocertificazione richiesta) presso le banche dati Tari comunali che consentirebbe ad Alto Calore la riduzione dei tempi necessari all’acquisizione e poi alla lavorazione dei dati ricevuti in quanto gia disponibili, aggiornati e strorici; conoscere la data esatta dalla quale Alto Calore intende applicare le nuove tariffe; di procedere all’applicazione nel più breve tempo possibile delle nuove tariffe anche in considerazione del grande ritardo registrato; di procedere al ricalcolo delle pregresse fatture a partire dal 2018, data di entrata in vigore del Ticsi, con conseguente restituzione e/o compensazione delle somme eventualmente corrisposte in eccedenza; diffida codesto Alto Calore Servizi Spa dal procedere ad ulteriori addebiti fondati su criteri tariffari non correttamente applicati. Si evidenzia che il Responsabile Legale di Alto Calore, indipendentemente dalla approvazione degli aggiornamenti biennali delle tariffe da parte del Distretto Ambito Calore Irpino e dell’Ente Idrico Campano, è sempre tenuto ad attuarne il calcolo in base ai tempi e i modi dettatati da Arera fissati al 2018”.
UNA RISPOSTA ENTRO 30 GIORNI
“Si richiede riscontro scritto entro 30 giorni dal ricevimento della presente, con indicazione dettagliata dei criteri adottati per la determinazione tariffaria applicata all’utenza. Ad Arera si chiede di vigilare sul rispetto e sull’attuazione della propria delibera 665/2017/R/IDR che risulta disattesa e disapplicata da Alto Calore dal 1 gennaio 2018”.



