Si conferma cantautore di razza, rocker autentico Enrico Ruggeri, capace di conquistare il pubblico con i suoi ritmi che appaiono ancora oggi modernissimi e raccontano esperienze universali in cui ciascuno può riconoscere sè stesso. Il concerto organizzato dalla Prefettura per celebrare il 2 giugno richiama in piazza Libertà il pubblico delle grandi occasioni, nelle prime file le autorità ma anche cittadini comuni, introdotto dall’Inno di Mameli intonato dal Coro del Cimarosa e dall’intervento del prefetto Rossana Riflesso che ricorda il valore dell’appartenenza, l’impegno di tradurre i valori del 2 giugno in pratica quotidiana e sottolinea la forza di una terra che ha sofferto e conosce il potere della comunità. E’, poi, il presidente della Provincia Rizieri Buonopane a prendere la parola, ponendo l’accento sull’importanza di coinvolgere sempre di più i cittadini nella festa del 2 giugno, così da rafforzare la coesione della comunità. Sul palco Ruggeri dimostra energia e carisma, non risparmia stilettate ai concerti dei giovani artisti che suonano su basi preconfezionate “In questo modo ogni concerto è uguale a un altro, mentre io posso permettermi il lusso di improvvisare, di cambiare la scaletta, di decidere ogni sera cosa suonare e cantare. E’ il bello della musica dal vivo in cui ogni concerto è diverso dall’altro”. Con camicia grigia su maglietta e jeans neri, gli occhialini neri inconfondibili, sembra davvero che per lui il tempo non sia passato, per l’agilità con cui si muove sul palco, l’intensità delle sue interpretazioni e delle sue esecuzioni alla chitarra con acuti che infiammano gli spettatori. Ad ascoltarlo ci sono più generazioni, in particolare i giovani di ieri che lo acclamano a gran voce, ma anche tanti giovani di oggi, lo ringraziano e al momento del bis si radunano sotto il palco come in un ballo liberatorio.
Ruggeri introduce ogni canzone con cura ma stando attento “perché ho imparato che meno parlo e meglio è”. Chiaro il riferimento alle ultime polemiche che lo hanno visto protagonista, per le sue idee No Vax. Parte con alcuni dei suoi brani meno conosciuti e più raffinati “Il futuro è un’ipotesi” e “Lettera dal duca”, portato a Sanremo con i Decibel “la partecipazione più bella al festival perchè avevo la canzone più bella”, poi “Ti avrò” e “Il poeta” dedicata agli “Uomini che hanno dato la vita per le loro idee, perchè se non sei disposto a dare la vita per le tue idee, vuol dire che ciò in cui credi vale poco”, Bianca Balena che rende omaggio a chi come “Ulisse combatteva con intelligenza in tempo di violenza”. Fino a Sarajevo “Ci sono andato quando infuriava la guerra e mi ha colpito come la gente cercasse in tutti i modi di continuare una vita normale malgrado l’esplodere della violenza. Quando ci sono tornato, dopo la pace, la città era rinata” e i “Dubbi dell’amore”. Ricorda come “sia difficile per chi come lui ha pubblicato 40 album selezionare le canzoni da cantare”, di qui la scelta dei medley per arrivare a “Quello che le donne non dicono” con il pubblico che canta insieme a lui e a “Il mare d’inverno” che sono da brividi. Lui ringrazia “Mi avete regalato una serata bellissima”, presenta la sua eccezionale band, longeva come lui . Francesco Luppi (tastiere e pianoforte), Davide Brambilla (tromba, flicorno, fisarmonica e tastiere), Sergio Aschieris e Johnny Gimpel (chitarre), Phil Mer (batteria) e Mitia Maccaferri (basso) – per giungere ai bis, i brani più attesi, da Mistero a Contessa. E allora è davvero ovazione per un grande protagonista del rock italiano.









