Nel corso della riunione, alla quale hanno preso parte il Signor Provveditore, la Dottoressa Giaquinto, la Direttrice in missione Dottoressa Casaburo, accompagnata dal Comandante di Reparto, la delegazione dell’OSAPP ha esposto con fermezza le problematiche relative alla gestione dell’istituto penitenziario.
L’attenzione è stata focalizzata sulla persistente inadeguatezza delle risposte ricevute, nonostante le numerose segnalazioni inviate dalle rappresentanze sindacali.
La discussione, che si è protratta per lungo tempo, ha evidenziato una distanza sostanziale tra le richieste di intervento avanzate dall’OSAPP e la posizione della parte pubblica.
La delegazione sindacale ha contestato, con argomentazioni ben documentate, l’assenza di una reale volontà da parte delle autorità di affrontare e risolvere le problematiche segnalate, adducendo come principale causa l’impossibilità di giungere a un accordo che conciliasse le esigenze di gestione dell’istituto con quelle del personale.
Neanche a dirlo, questa situazione ha indotto i rappresentanti dell’OSAPP a ritenere ormai infruttuoso ogni ulteriore tentativo di mediazione.
In seguito a tale constatazione, l’OSAPP ha formalmente richiesto al Signor Provveditore di avviare senza indugi le procedure necessarie per rivendicare i diritti dei lavoratori, nell’interesse collettivo.
L’intento dichiarato è quello di ripristinare l’ordine e le regole all’interno della Casa Circondariale di Avellino, al fine di migliorare le condizioni lavorative del personale di polizia penitenziaria, da tempo oggetto di difficoltà operative che rischiano di compromettere l’efficacia del sistema.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, che ha visto un crescente allarme delle organizzazioni sindacali per le condizioni di lavoro nelle strutture penitenziarie italiane.
La richiesta avanzata dall’OSAPP deve essere letta, pertanto, come una sollecitazione alla responsabilità delle autorità competenti, affinché non si perdano ulteriori occasioni per affrontare seriamente e concretamente le difficoltà quotidiane che il personale penitenziario è costretto a fronteggiare.
Neanche a dirlo, l’assenza di una risposta rapida e soddisfacente potrebbe aggravare ulteriormente la situazione, con potenziali ripercussioni sull’efficienza del servizio e sulla sicurezza all’interno dell’istituto.
La strada seguita dall’OSAPP sembra dunque essere l’unica percorribile per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e il corretto funzionamento della Casa Circondariale di Avellino.



