Tutti rivendicano la vittoria dopo i ballottaggi del 7 e 8 giugno.
Sembra un pareggio, se ci si ferma ai soli sei capoluoghi arrivati al secondo turno, la sfida tra centrodestra e centrosinistra finisce 3 a 3.
A Lecco il risultato politicamente più pesante. Filippo Boscagli vince con il 52,0% detronizzando il sindaco uscente di centrosinistra Mauro Gattinoni (48,0%).
Ad Arezzo, il centrodestra si afferma Marcello Comanducci, che si impone nettamente con il 55,8% contro il 44,2% dello sfidante Vincenzo Ceccarelli.
A Macerata, il centrodestra si conferma saldamente alla guida della città con la rielezione di Sandro Parcaroli al 54,3% (Mirella Tittarelli si ferma al 45,7%).
Per quanto riguarda il centrosinistra, ad Arigento vince Michele Sodano stravince con il 72,3% (il distacco più netto di questo turno) contro il 27,7% di Calogero Alonge. A Chieti: Giovanni Legnini mantiene la città nell’area progressista vincendo con il 52,3% su Umberto Sicari (47,7%).
A Trani, vittoria sul filo di lana per Marco Galiano che si conferma con il 51,1% contro il 48,9% di Antonio Guarriello.
Ma Giorgia Meloni, via social, celebra i successi della coalizione parlando di risultati che confermano la “forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori”.
Ed Elly Schlein, segretaria del Pd, replica con ironia: “Vedo che Giorgia Meloni continua ad avere problemi con la calcolatrice”. Schlein rivendica una “chiara affermazione dell’alleanza progressista” al di là della propaganda, forte del vantaggio numerico sui capoluoghi totali.
Se si considerano tutti i 18 capoluoghi andati al voto in questa tornata amministrativa, il bilancio complessivo è a favore dei progressisti.
Le città conquistate dal Campo largo sono: Agrigento, Avellino, Andria, Chieti, Enna, Mantova, Pistoia, Prato, Salerno, Trani. Per il centrodestra ci sono Arezzo, Crotone, Lecco, Macerata, Reggio Calabria, Venezia.
Vincono i civici a Fermo, Messina.
La coalizione di governo espugna o si conferma in comuni storici e strategici: Castrovillari (Anna De Gaio), Cava de’ Tirreni (Raffaele Giordano), Comacchio (Samuele Bellotti), Vignola (Angelo Pasini), Genzano di Roma (Fabio Papalia), Vigevano (Paolo Previde Massara) e San Giovanni Rotondo (Floriana Natale).
La Premier ha inserito nel proprio bottino anche centri a forte trazione civica ma di area, come Pompei (Giuseppe Tortora), Sorrento (Corrado Fattorusso) e Viareggio (Sara Grilli).
Il centrosinistra risponde strappando al centrodestra comuni chiave, soprattutto in Campania: Casalnuovo di Napoli (Giovanni Nappi) e Somma Vesuviana (Silvia Svanera).
A questi si aggiungono San Nicola la Strada, Frattamaggiore, Civita Castellana, Trecate, Valenza, Molfetta, San Vito dei Normanni, Bronte, Castelfranco Veneto e Monselice.
In diverse realtà locali hanno prevalso dinamiche familiari o puramente territoriali: Angri: Vince Alfonso Scoppa dopo una sfida tutta locale contro l’ex sindaco Mauri. San Giovanni in Fiore: Antonio Barile batte il candidato ufficiale del centrodestra, lasciando il consiglio in un quadro molto frammentato. Elezioni prettamente civiche anche a Campagna (Adele Amoruso), Ottaviano (Ferdinando Federico), Santa Marinella (Alessio Manuelli) e Ispica (Pierenzo Muraglie),
Una dato è certo: il calo della partecipazione. Nei 42 comuni al ballottaggio ha votato solo il 52% degli aventi diritto, circa 8 punti percentuali in meno rispetto al primo turno, confermando l’astensionismo del 24 e 25 maggio.


