Non si fermano le azioni di riattivazione del borgo di Oscata. L’associazione fondatrice dell’Ecomuseo delle Cucine Rurali ha già riattivato un forno di comunità, ma intende allargarne la diffusione.
“Abbiamo un patrimonio unico, ancora presente in pochi posti in Italia. Sono i nostri forni di comunità. Ad Oscata sono presenti ben sette manufatti rurali adibiti alla cottura del pane, di diversa capacità, grandezza e fattura, ma sono in condizioni precarie. Oscata inVita ne ha attivato uno, grazie al quale celebriamo con le infornate gli antichi riti che ci legano alle radici. Ma non basta per rendere distinguibile, caratteristico e particolare un elemento tipico del sistema delle Cucine Rurali, presente in modo diffuso ed in numero significativo proprio ad Oscata. Di qui la necessità di rendere i forni un vanto del territorio. Di qui l’invito a chi possiede un forno di comunità a tramandare e a far conoscere alle nuove generazioni un elemento caratteristico dell’Ecomuseo delle Cucine Rurali dell’Alta Irpinia. In palio un premio di 2000 euro. Al disponente del forno verrà corrisposto un corrispettivo per l’utilizzo temporaneo del manufatto architettonico e delle attrezzature presenti.
PER SAPERNE DI PIU’ , ECCO IL REGOLAMENTO
- Il disponente del forno si impegna a rendere attivo il forno ed Oscata inVita si impegna a sottoscrivere un contratto con il disponente come da allegato con una durata di 2 anni entro la quale il disponente avrà il tempo per rendere utilizzabile il forno.
- La sottoscrizione del contratto è garantita in funzione di una graduatoria che si formerà in base all’ordine di manifestazioni di interesse da presentare entro il 30 novembre 2025 alla mail oscatainvita@gmail.com, nel seguente modo:
- Richiesta firmata con indicazione del richiedente l’incentivo APPICC’ LU’FURN’ e dei dati catastali;
- Dichiarazione di disponibilità come da allegato, in cui comprovare la disponibilità del manufatto (es. atti e testamenti, visure, contratti); fotografie esterne ed interne al forno, in particolare alla zona cottura; Carta di identità del disponente;
Per l’anno 2025/2026 saranno sottoscrivibili i primi 3 contratti, considerando le disponibilità previste dal piano di riparto del contributo della Regione Campania per gli Ecomusei riconosciuti. Ma l’obiettivo è ripristinarli tutti.



