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Brucellosi, Caputo: presto l’indennizzo per mancato reddito

“Dopo l’incontro con il presidente De Luca, abbiamo avviato le procedure per il riconoscimento del mancato reddito per essere vicini ad una categoria particolarmente danneggiata dagli eventi degli ultimi anni. Stiamo lavorando alacremente con il generale Luigi Cortellessa, il sub-commissario capitano Michele Valentino Chiara e i tecnici della Regione Campania per superare tutte le problematiche di natura sanitaria, sociale ed economica conseguenti alle zoonosi che da tempo imperversano sull’agro casertano. Buoni i risultati del Piano di eradicazione, con la riduzione dei tassi di incidenza. L’obiettivo condiviso è tutelare la salute collettiva, gli allevatori e tutta la filiera della mozzarella di bufala, eradicando definitivamente le zoonosi e, al contempo, sostenendo le imprese bufaline anche attraverso misure di indennità ad hoc. Tanto è stato già fatto, sia per quanto riguarda le tempistiche dell’indennizzo, sia attraverso la creazione di un gruppo di lavoro dedicato, centralizzato presso il Distretto veterinario di Grazzanise. Anche i recenti provvedimenti emanati, che scaturiscono dal fattore esperenziale del Piano e dai continui approfondimenti in materia, sono rivolti a tutelare gli allevatori bufalini e, più in generale, tutta la filiera della mozzarella di bufala, che rappresenta una delle più importanti attività economiche campane e, in particolare, di Terra di lavoro. In futuro, anche se ora non rientra nelle nostre priorità, valuteremo un ampliamento dell’areale Dop, ma solo dopo aver avviato una riflessione che vedrà coinvolti, come parte attiva, innanzitutto gli operatori dell’attuale areale”.

L’intervento dell’assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, dopo il confronto con il Commissario straordinario, generale Luigi Cortellessa, e il capitano Michele Valentino Chiara, nell’ambito del Programma obbligatorio di eradicazione delle malattie infettive delle specie bovina e bufalina.

Tutte le metodiche utilizzate per l’accertamento e la conferma delle infezioni da brucella sono quelle previste dalle norme di riferimento, specie il Reg. (UE) n. 2020/689. Per fornire qualche dato, dal 16 aprile 2021 ad oggi, rispetto a 152 focolai aperti, la conferma di malattia si è avuta come segue: 92 con batteriologico positivo (60,53%); 20 con rilevamento della P.C.R. (13,16%); 40 con “linking” e/o “clustering” (correlazione epidemiologica, zone buffer ecc., 26,32%.).

Inoltre, con l’entrata in vigore delle nuove procedure previste dalla D.G.R.C. n. 104/2022, le percentuali di conferma, relative ai citati esami diretti (batteriologico e PCR), sono ulteriormente aumentate, a conferma che vengono abbattuti capi effettivamente infetti.

“I provvedimenti adottati servono, dunque, a preservare il patrimonio bufalino campano e l’economia dell’intero settore, non certamente a danneggiarla. Gli abbattimenti sono necessari per contenere in primis la diffusione della malattia, altrimenti ci troveremmo, nel breve termine, in una situazione di gran lunga peggiore o irreversibile, se non attraverso procedure assolutamente drastiche che dobbiamo scongiurare a tutti i costi. In provincia di Caserta, nel 2011, avevamo 184.996 capi bufalini mentre nel 2022, sempre in provincia di Caserta, ne abbiamo 188.900. In questo arco temporale, 2011-2022, la presenza massima si è avuta nel 2018, con 208.885 capi bufalini. Sempre dal 2011 al 2022, sono stati abbattuti 78.495 capi bufalini, quasi tutti indennizzati dalla Regione Campania, eccezion fatta per i pochissimi casi in cui gli allevatori non possedevano i requisiti soggettivi e/o oggettivi normativamente previsti per ricevere tali sussidi (interdittive antimafia, D.U.R.C. irregolari, ecc.). Questi sono i numeri reali!”.

Al vaglio tutte le opzioni, dalla ricerca scientifica alle varie forme di autocontrollo applicabili, purché in linea con quanto previsto dai regolamenti europei e dalla normativa nazionale di riferimento.

“Non escludiamo nulla – continua l’assessore Caputo – siamo aperti al dialogo costruttivo con tutti gli allevatori e gli stakeholder, per quanto possibile. È del tutto fisiologico che un provvedimento normativo di questa portata necessiti, in corso di applicazione, di alcuni aggiustamenti, quasi sempre adottati per contemperare le preminenti esigenze di carattere sanitario, che certamente non possiamo trascurare, con le pur legittime aspettative degli allevatori, che non vogliamo disattendere. Per questo motivo, sono state intraprese altre attività per fare un passo avanti e per garantire agli allevatori un’efficace risposta alle loro istanze, rendendo più aderente la nostra azione operativa, consapevoli del patrimonio di valori, tradizioni e competenze del comparto bufalino campano e della provincia di Caserta, orgoglio del settore agroalimentare nel nostro Paese. Un piano complesso e articolato che ci consentirà di superare definitivamente le criticità”.

Sono in corso approfondimenti continui con le quattro associazioni agricole maggiormente rappresentative.

“Basta vedere i numeri per capire l’enorme sforzo che la Regione e lo staff del Commissario straordinario stanno mettendo in campo, nella direzione tracciata dal presidente De Luca. Per dare qualche numero, le aziende con sospensiva si sono ridotte da 17 a 3 e i focolai di brucellosi, ad oggi, sono 53 nell’area cluster e 8 in area non cluster. Sono invece più di 360 le aziende verificate per la biosicurezza negli ultimi mesi. Anche le vaccinazioni obbligatorie, attualmente previste solo per le vitelle in età compresa fra i 6 e i 9 mesi presenti in allevamenti indenni da brucellosi o da vaccinazioni abusive, esclusivamente ubicati nei 7 comuni cluster, stanno procedendo a passo spedito. Invito tutti gli allevatori con aziende situate nelle cosiddette aree o Comuni cuscinetto, ossia quelli confinanti l’area cluster d’infezione, a richiedere la vaccinazione facoltativa e gratuita dei propri capi. A tal proposito, c’è da dire che, a fronte di una sempre maggiore richiesta di estensione vaccinale, solo 2 o 3 aziende bufaline presenti nelle aree cuscinetto hanno chiesto la vaccinazione facoltativa. Per il ripopolamento, ci sono 34 pratiche in lavorazione, 16 con conformità gravi dal punto di vista della biosicurezza, per le quali si è in attesa che vengano terminati i lavori di adeguamento normativo, 10 aziende sono state autorizzate a ripopolare, mentre per 5 aziende sono state confermate le sospensioni poiché, allo stato, non vi sono ancora le condizioni sanitarie richieste. Stiamo procedendo con interventi mirati di bonifica e manutenzione straordinaria delle opere idrauliche pubbliche, specie quelle che si trovano in corrispondenza delle aziende bufaline, a beneficio della sicurezza dell’intera collettività: attualmente sono stati bonificati circa 1,5 km lineari di canali e la Regione Campania sta prevedendo di stanziare fondi straordinari per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che vengono estratti dai canali stessi. Continueremo ad essere sempre aperti al dialogo, ascoltando le richieste e le legittime preoccupazioni dell’intero comparto allevatoriale, e non faremo mai mancare il nostro impegno e il nostro supporto”.

Tante anche le attività formative itineranti già realizzate: oltre 300 allevatori bufalini di Terra di lavoro partecipanti, 21 incontri settimanali presso i Distretti veterinari del Casertano e oltre 60 ore di formazione.

“Sono stati effettuati numerosi sopralluoghi in azienda, con il personale dedicato a biosicurezza, ripopolamento e indagine epidemiologica, e nei macelli ma, purtroppo, ci sono anche segnalazioni all’Autorità Giudiziaria che riguardano, per lo più, sversamenti illeciti dei reflui zootecnici all’interno dei canali e lo smaltimento abusivo delle carcasse bufaline, così come l’inoculazione non autorizzata del vaccino RB51. In questo contesto – conclude Caputo – continueremo a raccogliere tutte le istanze degli allevatori e, con il Generale Cortellessa e il suo prezioso staff, faremo tutto ciò che è possibile per risolvere un problema che, ricordo, esiste da decenni e che, evidentemente, non era mai stato effettivamente superato altrimenti, oggi, non ci saremmo trovati in questa situazione”.

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