Il 28 luglio 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Risoluzione 64/292 che riconosce l’accesso ad un’acqua sicura e pulita come un diritto umano, uguale per tutti, senza discriminazione (Human Right to Water and Sanitation HRWS). Con la succitata Risoluzione, il diritto all’acqua è riconosciuto come un diritto universale e fondamentale.”
Nel 2011 il popolo italiano ha votato per un referendum che sostiene che la gestione dell’acqua deve essere pubblica e non si deve trarre profitto dall’acqua. L’acqua a gestione pubblica è una garanzia che possa arrivare a tutti i cittadini anche agli indigenti. L’acqua è il principale componente degli organismi, costituendo il 60-70% del corpo umano e il 95% del plasma sanguigno. Gli organismi vegetali e animali necessitano di acqua per sopravvivere; senza di essa, muoiono. Bisogna avere una mente malata per pensare che si possa trarre profitto da essa. Se riuscissero a aspirare l’aria per poi darla a chi paga lo farebbero!
Comincio a pensare che Rousseau avesse torto e che l’uomo è cattivo di natura. Homo Sapiens è molto prepotente e forse è perfino responsabile della scomparsa dei Neanderthal! Da quando c’è l’uomo ci sono guerre per il potere e il danaro. Solo le religioni nonostante tutti i loro sbagli documentati dalla Storia e i politici illuminati hanno cercato di umanizzare la società con giusti divieti, di sottrarla alla legge del più forte che ormai è di moda. Ci viene imposta da Trump e Netanyahu e dai loro alleati a livello internazionale.
I politici trovano spesso degli escomotages per violare la legge e anche se il referendum dice che non bisogna trarre profitto dall’acqua ci sono politici che creano s.p.a. con i privati.
Ad ottantotto anni dalla fondazione ad Avellino del Consorzio Idrico Interprovinciale Alto Calore, costituito nel 1938, un privato gestirà una parte importante della risorsa nelle Aree Interne della Campania. La Regione Campania ha appena aggiudicato all’ACEA Acqua Spa – il primo gestore italiano con circa 10 milioni di utenti serviti in otto regioni italiane e altrettanti nell’America Latina -, il ruolo di operatore nell’ambito ottimale della provincia di Benevento. Acea è stato l’unico a partecipare alla gara europea a doppio oggetto per la quota di minoranza nella costituenda società mista “Sannio Acque Srl”, con l’appalto dei servizi idrici in provincia di Benevento. Viene privatizzata la gestione dei 31 Comuni oggi serviti dal’Alto Calore spa, nell’ambito di un’operazione che vale un miliardo di euro.
Il sindaco di Benevento Mastella ha chiesto ai suoi cittadini di pregare lui perché è malato e io chiedo a lui invece di essere clemente col popolo beneventano che merita più rispetto, che merita che il suo voto del referendum del 2011 venga rispettato. Del resto lui essendo un cattolico dovrebbe obbedire alla parola dei diversi papi a cominciare da papa Benedetto XVI, proseguendo per papa Francesco che nella sua enciclica scrisse che la gestione dell’acqua deve essere pubblica a papa Leone XVI. Se si è cattolici bisognerebbe osservare le parole del papi. La religione non può essere intesa solo per chiedere grazie a Dio. Noi gli chiediamo di non privatizzare l’acqua, gli chiediamo di aprirsi alla religione in cui dice di credere e seguire la parola dei papi se lui è veramente un cattolico.
A Napoli dopo tantissimo lavoro e grazie al professore Alberto Lucarelli, dopo la vittoria referendaria si è riusciti a trasformare l’ARIN la s.p.a. pubblica con un unico socio, il comune di Napoli in un’azienda speciale di diritto pubblico Acqua Bene Comune ABC. Ed è stata la prima volta che è stato applicato il referendum. Una grande vittoria per il popolo napoletano! L’azienda di diritto pubblico chiude completamente alla possibilità di inserire un privato. Mentre la s.p.a. è un’azienda di diritto privato in cui può benissimo entrare il privato.
È da anni che il sindaco Manfredi cerca di smantellare/isolare il modello ABC, unico esempio di attuazione della volontà popolare manifestatasi chiaramente col referendum del 2011 per la gestione pubblica dell’acqua e degli altri servizi e che – a differenza di altre città e altre zone della Regione, dove il servizio idrico è gestito da privati – ci garantisce bollette ragionevoli. In questa strategia di accerchiamento/isolamento è rientrata, alcuni anni orsono, l’artificiosa suddivisione dell’ambito distrettuale del servizio idrico napoletano, che ha visto la città di Napoli staccata da altri 31 Comuni dell’ex-Provincia. In tal modo, si è creato il presupposto per poter dare ad una società mista pubblico/privata la gestione dell’acqua dei Comuni dell’hinterland evitando alla radice il formarsi di un’Azienda speciale metropolitana. Più di recente, poi, si è cercato (con successo parziale) di escludere ABC dai fondi PNRR. È chiaro che, con questi precedenti, le rassicurazioni del Sindaco circa la trasformazione di ABC in una Società per Azioni permanentemente e completamente pubblica, al riparo, quindi, dall’accesso dei privati, lasciano il tempo che trovano, perché è chiaro che l’istituzione della S.p.a. “pubblica” sarebbe solo il primo passo per rendere possibili e, anzi, facilitare successive privatizzazioni. Siamo ormai delle pedine nelle mani di politici legati a potenti multinazionali, ma abbiamo il dovere di sapere ciò che succede per reagire e ricordarcelo quando andiamo a votare.
Giovedì 9 luglio a Napoli ci sarà una manifestazione per chiedere di rispettare la volontà popolare a Largo Enrico Berlinguer alle ore 11.00. Venite numerosi
Si scrive acqua si legge democrazia.
Giuseppina Buscaino del Coordinamento Campano Acqua Pubblica



