Un itinerario lungo le vie montane, dalla Grotta dell’Apparizione sul Lago Laceno fino all’Abbazia del Goleto. Ritorna, nell’ambito del Cammino di Guglielmo, lo storico percorso in occasione della festività di San Guglielmo, fondatore delle abbazie di Montevergine e del Goleto e Patrono d’Irpinia. Un tracciato nuovo che, dopo essere giunti al Pozzo di San Guglielmo, proseguirà fino alla vetta del Monte Ramatico per poi scendere attraverso faggete e castagneti fino alla Fontana di Marcantonio per poi giungere al Goleto. Un itinerario che diventa l’occasione per riscoprire la bellezza dell’Abbazia del Goleto, luogo centrale della vita di San Guglielmo, che qui decise di morire e di essere sepolto. Oggi, il nuovo museo multimediale, documenta la vita di Guglielmo tra le mura del Goleto; la sala immersiva permette di essere con lui pellegrini alla fine del XII secolo. Suggestiva, a sera, è la multi-proiezione sulla possente Torre Febronia
Il Cammino di Guglielmo ripercorre le tracce del giovane pellegrino Guglielmo nato a Vercelli nel 1085, vissuto prevalentemente in eremitaggio tra i monti dell’Irpinia, del Vulture e delle Dolomiti Lucane. Si svolge lungo 320 km., attraversando Campania, Basilicata e Puglia, 3 parchi regionali e oltre 30 comuni, in 15 tappe. Traccia una linea -articolata da ovest a est- che va dall’Abbazia di Montevergine sul Monte Partenio, in Irpinia, alla Basilica del Santo Sepolcro, a Barletta, luogo-memoria di imbarco per la Terra Santa. È un cammino unidirezionale, dalle montagne al mare, incrociando il corso del fiume Ofanto e la via Appia in un crescendo di armonia e bellezza, toccando i luoghi cari al giovane pellegrino Guglielmo, divenuto poi santo.
Al cammino di gruppo parteciperanno i soci del ‘Cammino di Guglielmo APS‘ e le associazioni che partecipano alla ‘Rete dei Cammini Irpini’: ‘Cammino della Restanza‘ e ‘I Cammini di Amato‘. Sostengono lo storico appuntamento e partecipano: ‘Touring Club Italiano-CdT Paesi d’Irpinia‘, ‘Irpinia 7x‘, ‘Info-Irpinia‘, ‘Piccoli Paesi‘, ‘Irpiniavventura’, ‘Club Alpino Italiano, sez. Avellino’, Associaz. ‘Sinergie’ Bisaccia, ‘FIE-Federazione Irpinia Trekking Avellino’ e ‘Laceno Trekking‘. Al Cammino partecipa il numeroso gruppo dei giovani della Diocesi di Andria guidata da D. Sergio Di Nanni.
Il percorso
Dalla Grotta di S. Guglielmo [km 0,0] situata sullo sperone di roccia che domina il Lago Laceno, si procederà verso nord su sterrato, parallelo e sottostante alla SP 368; in prossimità di una fontana [km 1,4], si attraversa e si imbocca una stradina sterrata che coincide col sentiero CAI 112; si affronta una salita costante immersi in un contesto boschivo dov’è facile incontrare pastori con i bivacchi fino a raggiungere la ‘Valle dei Lupi’, una idilliaca pianura che ad inizio giugno si riveste di colori [km 5,8]; da qui si prosegue fino ad arrivare su una stradina montana, in parte brecciata; tenendo la sinistra si raggiunge in breve il ‘Pozzo di S. Guglielmo’ [km 7,8] situato alle pendici del Montagnone di Nusco (quota 1.314 m.) E’ presente una piccola fonte d’acqua. Per continuare sul tracciato, bisogna ritornare sui propri passi (circa 500 m), passando per lo stesso punto lasciato poco prima. Da qui si intraprende la via che conduce verso la vetta del Monte Ramatico [km 9,6] nel territorio comunale di Lioni. La cima, se non c’è vento, è un punto ideale per la sosta e il pranzo al sacco: da questa posizione privilegiata è possibile ammirare un vasto paesaggio che abbraccia l’intera valle dell’Ofanto estendendosi fino al profilo del Monte Vulture (ci arriveremo lungo la Tappa 11). La seconda parte della tappa prevede la discesa attraversando suggestivi boschi di faggio e di castagni fino a raggiungere la ‘Fontana di Marcantonio’ [km 13,2] dove è possibile riempire le borracce. Il cammino riprende in direzione ovest, lungo una stradina pedemontana asfaltata che procede in direzione della ‘Badia di Fontigliano’. Salvo avere tempo a sufficienza per una deviazione e visita specifica, arrivando al bivio [km 15,7] non ci porteremo alla badia -che dista 2 km- ma scenderemo a destra passando davanti alla sezione CAI di Nusco per poi raggiungere la stazioncina ferroviaria di Campo di Nusco [km 18,5]. Attraversati i binari, si procede lungo un ambito rurale ben ordinato. L’Abbazia del Goleto, nel comune di S. Angelo dei Lombardi, è ormai vicina e segna il traguardo di questa tappa [km 22] che unisce la spiritualità della montagna alla storia della valle ofantina.
Risalendo le pendici del Montagnone di Nusco, si raggiunge il ‘Pozzo di S. Guglielmo’; da questo superstite toponimo scaturisce una piccola fonte evocante il passaggio del nostro ‘Eremita’. Dai crinali lo sguardo domina l’intera Alta Valle dell’Ofanto fino a vedere a nord-est l’inconfondibile sagoma del Vulture, meta futura del cammino in terra lucana. Giunti nella piana del Goleto, se non si è stanchi, magari avvalendosi degli ‘amici del Cammino’, l’esperienza si potrebbe arricchire raggiungendo due borghi che custodiscono l’anima di questi luoghi. Imperdibile è il centro storico di Nusco, definito il ‘Balcone d’Irpinia’ per i suoi vasti panorami; da non perdere sono la Cattedrale di S. Amato e l’annesso Museo e Archivio storico Diocesano. Altrettanto affascinante è S. Angelo dei Lombardi: qui il terribile terremoto del 1980, oltre a radere al suolo l’abitato, causò 482 vittime. Oggi, il possente Castello degli Imperiale, la rinascimentale Cattedrale e il Parco della Memoria con la sua ‘Big Bench’, raccontano una storia millenaria di fede e resilienza; si può anche valutare di raggiungerla all’indomani, quando la Tappa 6 (alquanto breve) passa per il bivio di Cerrete Casaglie; da lì, il paese dista 3,3 km



