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Camorra, l’imprenditore Leonardi all’Ite Amabile: “La paura è legittima, ma la lotta è necessaria”

Nuovo appuntamento, stamattina,  all’Ite “Amabile” di Avellino dedicato  alla legalità ed il contrasto alla criminalità. Nella sala  convegni dell’istituto c’è stata la significativa testimonianza dell’imprenditore anti camorra Luigi Leonardi.  50 anni,  Leonardi ha gestito e fondato varie imprese nel settore dell’illuminazione. Dal 2015 al 2017 è stato testimone di giustizia dopo aver denunciato gravi reati estorsivi di matrice camorristica. Ad introdurre i lavori, la preside Antonella Pappalardo.  A moderare il  dibattito il penalista Almerigo Pantalone “L’appuntamento – fa notare Antonella Pappalardo – va a consolidare l’importante percorso formativo dedicato alla legalità portato avanti quest’anno dall’Amabile. I nostri ragazzi hanno incontrato avvocati, magistrati, collaboratori e testimoni di giustizia: hanno ascoltato in maniera attenta i loro interventi, ma soprattutto hanno avuto l’occasione di interagire con personalità di primo livello. E di questo vorrei, a nome della scuola e mio personale, ringraziare l’avvocato Almerigo Pantalone, vero artefice di questo percorso, per la preziosa collaborazione e per la grande disponibilità”.

“Io considero questo un attentato a chi spera nella giustizia. È impensabile che a causa di un difetto di notifica, che si traduce in una raccomandata non recapitata agli imputati, si ritardi il processo di sei mesi in sei mesi”, afferma Luigi Leonardi. “Nella mia esperienza personale, i ritardi che ho subito sono stati di quasi cinque anni. È davvero allucinante. Uno schiaffo ricevuto dallo Stato”. Sono troppi i camorristi a piede libero che, per difetti di notifica, cavilli giuridici e quant’altro, sono liberi di tornare alla loro “vita”: “Troppi criminali liberi di insegnare anche alle nuove generazioni lo stesso mestiere. Questa, a volte, sembra una battaglia impari, ma non possiamo smettere di credere. Porto ai ragazzi la mia esperienza, quella di un imprenditore che ha deciso di restare sul proprio territorio e fare imprenditoria dove si vuole, nei termini che preferisco, senza sentire il peso e il sopruso della delinquenza. Devono andarsene loro, le persone perbene devono determinare che chi deve andarsene sono loro, non noi cittadini. La paura è legittima, anche perché purtroppo conosciamo i tempi della delinquenza e le dinamiche ad essa collegate, minacce fatte in poche ore dall’inaugurazione. A confronto, poi, con processi che, invece, durano anche anni. Non nascondo di accompagnare spesso imprenditori dai carabinieri, alla polizia, e li esorto a mettere quella paura sul tavolo. La paura è legittima, come diceva Falcone, non possiamo lasciare i cittadini inermi contro la mafia; la paura è un fattore umano, ma non dobbiamo permettere che ci vincoli. Quindi la paura è comprensibile, ma la lotta è necessaria”

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