“Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo, tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto. Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un’ ombra e tu, Rossana, il sole, ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perché oramai lo sento, non ho sofferto invano, se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo”. Sono le note di Guccini a risuonare in una piazza Duomo gremita come non mai, da “Dio è morto” a “Cyrano” e ad emozionare. Un omaggio dovuto, come spiegano Tonino Spagnuolo e Aldo Spiniello del Circolo Immaginazione ad un “cantautore che ha educato generazioni”, salutato da un caloroso applauso. Poi spazio al cinema di Valerio Mastandrea con un film come “Nonostante” capace di raccontare il senso della vita, attraverso una storia surreale ambientata tra i letti di un ospedale. Mentre i corpi sono in coma, sospesi tra la vita e la morte, un’altra vita prende forma tra amicizie, amori, alleanze, una vita che sarà comunque dimenticata che ci si svegli o meno. “Mastandrea riflette sul modo in cui possiamo affrontare una perdita attraverso un film dedicato alla memoria del padre”. Poichè anche se tutti dovranno lasciare la stanza d’ospedale, nonostante la morte sia dietro l’angolo è possibile ancora scegliere di vivere e innamorarsi.




