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“Viaggiando sotto le stelle”, sette anni di cultura a Grottolella. L’assessore Morante: “Raccontiamo il territorio senza inseguire i grandi numeri”

Quest’anno protagonista è il mondo di Pinocchio, nel segno del viaggio, della scoperta e dell’immaginazione

In vista della settima edizione di “Viaggiando Sotto Le Stelle”, manifestazione in programma a Grottolella sabato 22 e domenica 23 agosto, abbiamo incontrato Marianna Morante, assessore alla Cultura della giunta guidata dal sindaco Antonio Spiniello.

Assessore, che cosa significa essere riusciti a dare continuità a un progetto culturale in un piccolo comune?

“Sette edizioni significano innanzitutto aver dimostrato che un’idea può andare oltre la singola occasione e diventare un appuntamento riconoscibile. Ma la cosa che considero più importante è che “Viaggiando sotto le stelle” non si è mai limitato a riproporre se stesso: ogni anno cambia il tema, cambia il racconto, cambiano le suggestioni, mentre resta l’idea di fondo, quella di trasformare per qualche giorno Grottolella in un luogo da vivere e da scoprire. Credo che sia proprio questa la difficoltà e, allo stesso tempo, la forza di una manifestazione: avere un’identità senza diventare prevedibile. Dopo sette anni non ci interessa semplicemente dire “lo facciamo ancora”. Ci interessa continuare ad avere qualcosa di nuovo da raccontare.

E c’è un altro aspetto che considero importante: un’iniziativa acquista valore nel tempo quando riesce a diventare riconoscibile e a costruire un rapporto con il territorio. È questo che abbiamo cercato di fare, ed è anche ciò che ci spinge a continuare a rinnovarla”.

Viaggiando sotto le stelle” è ormai un appuntamento di nicchia nel panorama della provincia di Avellino. Nonostante questo, avete scelto di mantenerne una forte vocazione culturale. È una scelta che richiede anche la capacità di resistere alla ricerca dei grandi numeri?

“Sì, e credo che sia una scelta della quale siamo consapevoli. In questi anni abbiamo cercato di mantenere fede all’idea con cui la manifestazione è nata, senza trasformarla in qualcosa di diverso semplicemente per inseguire numeri più importanti.

Viviamo in un territorio ricco di iniziative e di momenti di festa, ed è bello che possano convivere esperienze diverse. Ci sono manifestazioni che hanno una grande capacità di coinvolgere il pubblico e altre che scelgono una dimensione più raccolta, fondata sulla cultura, sul racconto e sulla scoperta di un luogo. “Viaggiando sotto le stelle” appartiene a questa seconda dimensione.

Non avere grandi numeri non significa necessariamente avere meno valore. Alcuni progetti hanno bisogno di tempo per costruire il proprio pubblico e per diventare riconoscibili. Noi abbiamo scelto di avere pazienza e, soprattutto, di non perdere la nostra identità.

Non vogliamo competere con altre manifestazioni, ma aggiungere qualcosa all’offerta del territorio. Crediamo che Grottolella possa essere raccontata attraverso linguaggi diversi e che proprio questa pluralità sia una ricchezza. La nostra sfida è continuare a proporre un appuntamento culturale che abbia una sua riconoscibilità, anche se questo significa percorrere una strada più lenta e, qualche volta, più difficile”.

Quest’anno il viaggio conduce nel mondo di Pinocchio, in occasione dei 200 anni di Collodi. Perché avete scelto proprio questo tema?

“Pinocchio è uno di quei personaggi che non appartengono soltanto all’infanzia. È una storia che continua a parlare anche agli adulti, perché dentro ci sono la crescita, la curiosità, l’errore, la libertà, il rapporto con le regole e il desiderio di diventare grandi.

Ci sembrava quindi un tema particolarmente adatto a una manifestazione che vuole ogni anno cambiare prospettiva. Pinocchio ci permette di costruire un percorso molto ricco, capace di coinvolgere i bambini attraverso il gioco e l’immaginazione, ma anche di offrire agli adulti la possibilità di riscoprire una storia che fa parte della nostra memoria.

E poi c’è un elemento che mi piace molto: Pinocchio è un personaggio in viaggio. Cambia, incontra persone, sbaglia strada, torna indietro e riparte. In qualche modo è perfettamente coerente con lo spirito di ‘Viaggiando sotto le stelle'”.

Viaggiando sotto le stelle è una rassegna organizzata e promossa dall’amministrazione comunale di Grottolella. Che cosa significa portare un progetto culturale di questo tipo in un piccolo borgo?

“Significa avere qualche limite in più, soprattutto sul piano delle risorse, ma anche poter contare su una dimensione umana che in altri contesti è più difficile da trovare.

In un piccolo comune è possibile creare un rapporto diretto tra amministrazione, associazioni, attività commerciali, famiglie e realtà del territorio. Quest’anno abbiamo l’importante supporto della Pro Loco Crypta Castagnaria con la quale condividiamo la stessa visione: un evento non deve essere semplicemente qualcosa che arriva dall’esterno e occupa un luogo: deve riuscire a dialogare con quel luogo e con la sua identità.

Per questo “Viaggiando sotto le stelle” cerca di utilizzare il borgo non soltanto come scenario, ma come parte del racconto. Le strade, le piazze, gli spazi del paese diventano elementi della manifestazione”.

La cultura può essere considerata una risorsa per i piccoli comuni?

“Sicuramente, se non la consideriamo soltanto come intrattenimento. La cultura è anche la capacità di valorizzare luoghi, storie e tradizioni e di creare occasioni nelle quali le persone possano incontrarsi e conoscere meglio il territorio.

Nei piccoli borghi questo ha un valore particolare. Spesso abbiamo luoghi importanti, storie interessanti e tradizioni che rischiano di rimanere sullo sfondo. Una manifestazione può diventare un’occasione per riportarli al centro e per raccontare il paese attraverso un linguaggio diverso.

Un territorio non deve essere raccontato esclusivamente per quello che gli manca. Deve essere raccontato anche per quello che sa produrre, per le persone che lo abitano e per le idee che riesce a mettere in campo”.

In un momento in cui molti piccoli comuni devono confrontarsi con lo spopolamento, anche la capacità di produrre cultura può contribuire a costruire una prospettiva diversa?

“Sì, anche se bisogna essere molto concreti. Nessun evento culturale può risolvere da solo il problema dello spopolamento. Per contrastarlo servono lavoro, servizi, infrastrutture, collegamenti, opportunità e una visione di lungo periodo.

La cultura può però contribuire a costruire una percezione diversa dei piccoli comuni: non soltanto luoghi dai quali partire, ma luoghi nei quali accadono cose, nei quali esistono relazioni e possibilità.

Un paese non vive soltanto dei suoi numeri. Vive anche della capacità di mantenere una propria identità e di offrire alle persone motivi per sentirsi legate a quel territorio. In questo senso anche un evento culturale può avere un ruolo, pur all’interno di una strategia molto più ampia”.

E i giovani che ruolo possono avere in questo percorso?

“Devono avere un ruolo da protagonisti, ma credo che su questo tema sia necessario evitare una narrazione troppo semplice. È vero che nei piccoli territori spesso mancano opportunità e che le istituzioni hanno il dovere di crearne di nuove. Ma è altrettanto vero che nessuna opportunità può essere davvero costruita se non c’è, dall’altra parte, la disponibilità a mettersi in gioco.

Per questo credo che ai giovani vadano offerte possibilità reali, ma anche chiesto di essere parte attiva nel costruirle”.

Dopo sette edizioni, che cosa avete imparato da “Viaggiando sotto le stelle”?

“Che la continuità è forse il valore più importante. Un evento può avere successo una volta, ma quando riesce a tornare negli anni costruisce una storia.

Allo stesso tempo, però, la continuità non significa restare uguali. ‘Viaggiando sotto le stelle’ nasce proprio con l’idea di cambiare ogni anno, scegliendo un tema nuovo e trovando ogni volta un modo diverso di raccontare il territorio. È questa, forse, la sfida più interessante: mantenere riconoscibile l’identità della manifestazione senza smettere di rinnovarla.

Dopo sette edizioni sentiamo di avere costruito una storia, ma non di averla conclusa. Ogni anno ripartiamo da quella storia per provare a raccontare qualcosa di nuovo”.

Guardando oltre Grottolella, quanto è importante fare rete in Irpinia?

“È fondamentale. Per questo abbiamo aderito con convinzione al Passaporto Irpino, promosso da U.S. Avellino e Provincia di Avellino: perché crediamo che un territorio diventi più forte quando le sue diverse realtà smettono di essere isole e iniziano a raccontarsi insieme. ‘Viaggiando sotto le stelle’ parte da Grottolella, ma il viaggio può continuare. E forse è proprio questo il senso più bello del progetto: far scoprire un paese e, attraverso quel paese, avere un motivo in più per scoprire tutta l’Irpinia.

Vi aspettiamo sabato 22 e domenica 23 a Grottoella. Veniteci a trovare”.

(antpica)

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